A single man

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Thomas Carlyle Ford, il famoso stilista statunitense, ha raggiunto la fama internazionale per aver curato il rilancio della maison Gucci e per aver creato il marchio Tom Ford. Nel 2009 si mette dietro macchina da presa per dirigere “A single man”, prendendo spunto dal romanzo di Christopher Isherwood. Uno stilista, un genio della moda è in grado di dirigere un film? La risposta è certamente positiva, osservando un Colin Firth e una Julianne Moore perfetti nella recitazione e nei vestiti, disegnati direttamente dalla mano di Tom Ford.

La trama del film è semplice: racconta una giornata qualunque di George (Colin Firth), un professore inglese gay che insegna in California. George ha appreso che il compagno Jim è stato vittima di un incidente stradale, e si ritrova a combattere l’intolleranza del suo vicino di casa, che non approva la sua omosessualità, trovando appoggio nell’amica di sempre Charlotte (Julianne Moore) e suscitando l’interesse del giovane studente Kenny.

La bellezza di questo film si trova nei due personaggi, nella loro capacità di esprimere le proprie emozioni, i sentimenti che provano uno per l’altro, nei vari rapporti d’amore e amicizia (omosessuale, eterosessuale). Il segno di Tom Ford si nota nella raffinatezza dei vestiti, degli ambienti, degli arredi, nel buon gusto per i particolari, nella capacità di raccontare una storia d’amore di questo tipo senza sollevare alcuna polemica e senza ricadere in scene volgari.

Una storia commovente, una vera storia d’amore che solo uno stilista raffinato e una prova d’attore straordinaria possono rendere così piacevole.

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