Avatar

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Amanti del fantasy unitevi! Nelle sale vi aspetta il nuovo gioiellino di James Cameron pronto solo per essere ammirato. Uscito il dicembre scorso in tutte le sale mondiali, è finalmente arrivato anche da noi in Italia ed è pronto a ricevere gloria e onori nostrani.

Il 6 gennaio 1896 la leggenda vuole che un gruppo di persone scappò impaurita dalla sala di proiezione del film L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei fratelli Lumière. Stava nascendo il cinema e la gente non era ancora abituata a vedere immagini così reali e vere proiettate su uno schermo, a tal punto da scambiarle per realtà.

Nel 1993 un genio di nome Steven Spielberg realizzava il primo film con immagini generate al computer creando il mondo animatronico di Jurassic Park. Fu un successo enorme e segnò una tappa importante per l’evoluzione delle tecniche digitali cinematografiche.

Oggi, un uomo che condivide con Spielberg l’amicizia e la genialità, James Cameron, realizza Avatar. Dopo anni di preparativi e progetti, dopo aver rimandato a lungo la sua idea per sfruttare al massimo le nuove tecnologie digitali, il regista è riuscito a superare se stesso, facendo passi da gigante nell’ era dei film in capture motion (iniziata da Jackson nel Signore degli anelli.)

James Cameron, facotum di questa pellicola, (sceneggiatore, regista, produttore e disegnatore) non ha badato né al tempo né al denaro. Il progetto, ideato nel 1995, è rimasto a lungo in cantiere a causa della mancanza di tecnologia adeguata e dei costi stratosferici necessari per la sua realizzazione. Oggi, costato oltre 200 milioni di dollari, segna un capitolo fondamentale per il cinema digitale. Il film infatti è composto prevalentemente da elementi virtuali, motion capture e computer-grafica, e il restante dal live-action, ma nonostante ciò il risultato finale è estremamente realistico.

Cameron tratta così la fantasiosa storia di Pandora, un pianeta che ricorda molto le lussureggianti foreste pluviali, abitato da strani animali e dai Na’vi, umanoidi blu simili a felini dal fisico scultoreo, amanti della natura e in continuo collegamento con essa; un giorno, però queste affascinanti creature si ritroveranno in compagnia del famoso colonizzatore, l’uomo, arrivato per estrarre un prezioso minerale di cui Pandora è ricca. E qui inizia anche la storia di Jake Sully, un ex marine rimasto paraplegico con il compito di ricavare maggior informazioni possibili dal popolo alieno. Per fare questo userà l’avatar, riproduzione artificiale di un Na’vi, ricavato dall’incrocio di dna di quest’ultimo e di quello umano, comandato dalla mente dell’uomo, come una sorta di vita virtuale.

Dal 1896 sono cambiate tantissime cose nella tecnica, nell’estetica e nella percezione spettatoriale. Avatar non ha cambiato la storia del cinema e forse nemmeno quella del 3D, che muove i suoi primi passi, però ha raggiunto un nuovo livello, mai visto prima di oggi: un totale coinvolgimento nel film. Il regista è riuscito a creare qualcosa di incredibile: non più gente che scappa dalle sale cinematografiche per la “troppa realtà” che viene incontro; ma un desiderio di essere dentro quella realtà che viene mostrata. Il mondo di Pandora è una gioia per gli occhi, un tripudio di colori, di immagini fantastiche e di natura incontaminata. Il 3D fa dimenticare quello che c’è fuori dallo schermo , cancellando la realtà quotidiana in favore della realtà filmica.

Forse la grande cura dedicata alla realizzazione degli effetti speciali ha prevalso sulla trama che ha uno sviluppo fiabesco e che rende la storia nel complesso semplice, a tratti banale e scontata. Ma poco importa: una storia complessa sarebbe stata ingombrante e non per questo il film merita meno attenzione; infatti il messaggio del regista è forte e pungente, ma soprattutto adatto ai giorni nostri: il continuo sfruttamento del pianeta e l’avidità degli uomini, capaci di distruggere e uccidere solo per un proprio tornaconto monetario, può solo portare a nuove rovine. E purtroppo è per noi uno scenario fin troppo noto.

Un film che ha ricevuto grandi elogi, quantificabili dal botteghino, che ha raggiunto i 2 miliardi di dollari, e dalle numerose nominations agli Oscar; ma ovviamente sono arrivate anche numerose critiche, dal Vaticano in primis fino a Lanterna magica, lo studio di animazione italiano, che ha trovato numerose somiglianze con il lungometraggio prodotto nel 2001 Aida dagli alberi.

Una gradevole visione, capace di incantare e coinvolgere, consigliato soprattutto ai veri appassionati di effetti speciali sempre all’avanguardia, in particolare nella versione in 3D capace di far entrare, non solo con la fantasia, in questa nuova e magica visione.

Perché “Avatar” è puro spettacolo; un’altra realtà, un nuovo mondo tutto da scoprire e vedere. Aprite gli occhi. “Io ti vedo”.

Cristina Bellafante, Daniele Colombi, Luisa Morra

3 thoughts on “Avatar

  1. Condivido appieno tutto, anche se a parer mio – assolutamente non cinefilo – la versione in 3D di questo film entra a buon diritto nella storia del cinema affianco a pellicole come “Via col vento” o “Ben Hur” in virtù del grado di coinvolgimento che riesce a innescare nello spettatore; questa tecnologia qui raggiunge la maturità, così come la tecnica della trasposizione delle espressioni e dei movimenti degli attori applicate ai personaggi virtuali rende credibile la recitazione computerizzata.
    Certo, la storia è semplicistica, ma porta con sè un messaggio assai attuale e di questi tempi ne abbiamo tutti bisogno; e poi, visto il successo del film, chissà se una maggiore stilla di consapevolezza non si instilli in tutti noi e produca comportamenti più sani!

  2. Non mi è dispiaciuto il film. Sono convinta che la tecnologia che possiamo ammirare qui sia una vera rivelazione. Ma, da cinefila quale sono, sono convinta che un film fatto davvero bene non può basarsi solo su questo. La trama e il suo messaggio, la recitazione, le inquadrature che sembrano comunissime riprese ma che in realtà sono piene zeppe di collegamenti con veri capolavori che hanno ispirato il regista.. questo è, per me, il cinema. Forse per questo non ho osato catalogarlo come vera rivoluzione, ma ovviamente parlo per me che sono solo uno dei tre autori di questo articolo. E sono anche convinta che ci siano molte più persone in disaccordo con questo mio commento.

  3. Partito in maniera assolutamente prevenuto nella visione del film, ammetto che mi ha invece incantato, mi è piaciuto molto! Complimenti per la recensione, condivido praticamente tutto… Non avrà cambiato la storia del cinema, ma rimane comunque un gioiellino per la “tripudio di colori, di immagini fantastiche e di natura incontaminata” citandovi… Promosso, assolutamente!

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