Blue Jasmine

Blue Jasmine - Una poltrona per tre

Prima di vedere, Blue Jasmine, il nuovo film partorito dalla pazza mente di Woody Allen, sarebbe opportuno leggere attentamente il foglietto illustrativo. Esatto, perché Blue Jasmine ha numerose controindicazioni, prima tra tutte, la capacità di scatenare ansie e ossessioni recondite. Chi pensa di concedersi una bella serata di relax in poltrona davanti al grande schermo, quindi, stia in guardia: Blue Jasmine NON è un film ricreativo. La storia si sviluppa tra narrazione tradizionale e flashback, attraverso i quali si scoprono piano piano i dettagli fondamentali per definire il personaggio principale, Jasmine, interpretato da una spettacolare e nevrotica Cate Blanchett che, a tratti, sembra quasi prestare il proprio aspetto fisico allo stesso Woody Allen, le cui parole sono riconoscibilissime in più battute.

Jasmine è una donna dell’alta società, ex moglie di un ricco uomo d’affari,  Harold (dopo To Rome with love vediamo di nuovo Alec Baldwin in un lungometraggio del grande Woody), che subisce una triste sorte, rivelata a piccole dosi durante lo sviluppo della trama. A inizio film, Jasmine si presenta a casa della sorella Ginger, nei sobborghi di San Francisco: dopo essere caduta totalmente in disgrazia e aver perso tutti i suoi averi, si prepara a ricostruirsi una nuova vita, ma lo scontro con la dura realtà di tutti i giorni sembra avere la meglio sulle sue buone intenzioni. Catapultata in un mondo umile e modesto, Jasmine non sa come muoversi, non accetta la sua nuova condizione e, soprattutto, non riesce a liberarsi del proprio passato privilegiato, quel passato che ha finito col distruggerla.

Ed è così che ha inizio la sua nevrosi, al limite del pirandelliano: la protagonista ha lavorato così a lungo sulla costruzione del proprio personaggio (ripudiando le sue umilissime origini, al contrario della sorella) da non poter più fare a meno dell’immagine di donna di mondo, bella, elegante e ricca. Tutto ciò che riesce a realizzare con l’aiuto di Ginger non è altro che la possibilità di una vita normale e comune, ma Jasmine esige di più, cerca di risorgere in grande stile dalle proprie ceneri, con un unico risultato: la perdita della lucidità mentale. Un film che fa davvero riflettere, dove gli scambi di battute tra i personaggi e Jasmine spesso diventano veri monologhi folli della donna, dove ogni flashback ci permette di entrare sempre più in sintonia con la sua storia, creando un livello di tensione psicologica che culmina nel paradosso. A voi ritrovare il senso della storia e la pace dei sensi dopo la fine: forse non sarà tra i migliori film del regista, ma di sicuro fa riflettere.

 

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