Green Book

The Negro Motorist Green-Book era una guida annuale pubblicata negli Stati Uniti dal 1936 al 1966; l’ideatore, l’impiegato delle poste Victor Hugo Green, la ideò per indicare luoghi più o meno accessibili agli afroamericani, durante la segregazione.

The Negro Motorist Green Book, pubblicato dal 1936 al 1966.

Gli anni ’60, poi, furono cruciali per la lotta contro la discriminazione razziale. Green Book prende spunto da un’amicizia (vera o presunta) nata tra Tony “Lip” Vallelunga, un rozzo italoamericano (Viggo Mortensen) e Don Shirley, un damerino musicista nero (Mahershala Ali, fresco di Oscar come Miglior Attore Non Protagonista).

Il regista Peter Farrelly (quello di Tutti Pazzi per Mary, accusato in passato di avere un passatempo molto perverso) traccia questa amicizia come un road movie, attraversando gli Stati Uniti e raggiungendo il profondo Sud, razzista e ottuso.

Il confronto tra Tony e Don Shirley è subito palese e spesso sfocia in battibecchi tra i due, su chi conosce di più la differenza sociale, il disagio e le difficoltà della vita, chiuse in sé stesse: il quartiere da cui Tony non è mai uscito, il razzismo dilagante (nei bar, per strada, ma anche nei ristoranti altolocati, dove i neri non sono ammessi), l’omosessualità (tema suggerito in un passaggio), la conoscenza e la coscienza della propria etnia.

Nulla di filosofico o storico, ma attimi pragmatici: le alette di pollo fritto da mangiare con le mani (impensabile per Don Shirley), l’incapacità di scrivere semplici lettere alla moglie e quindi la differenza culturale tra il musicista e Tony, il regolamento di conti con metodi “di strada” di Tony, il bellissimo passaggio in cui la macchina si ferma e, in un campo vicino, notiamo dei braccianti  – tutti neri – intenti a lavorare la terra, affaticati.

Il film è un piacere, si fa seguire nelle tappe, verso l’oscurità di una società che si gonfia di cultura, volendo ascoltare l’artista in serate di gala, ma allo stesso tempo non ammette che quello stesso artista utilizzi il bagno, direzionandolo in una latrina in giardino. Le ambiguità dei “bianchi” – altolocati, benestanti – che accettano le leggi razziali dell’epoca, che creano luoghi dove i “Colored” sono ammessi, perché altri spazi non ci sono, al punto che anche viaggiare di notte è fuori legge.


Tony, con il suo modo di essere, compie il suo viaggio, senza rivelazioni messianiche, ma vivendo giorno per giorno a fianco di Don Shirley e vedendo le conseguenze reali, fino alla violenza fisica nei confronti del musicista, solo perché entrato nel bar sbagliato.

Il viaggio è anche di Don Shirley, che smonta piano piano il personaggio che si è cucito addosso, riuscendo allo stesso tempo a lottare per cambiare quanto di peggio l’America abbia mai prodotto. Strepitose le interpretazioni dei due – il film si regge su di loro.

Green Book vince anche l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale (scritta dal figlio di Tony Vallelunga, Nick) e si porta a casa l’Oscar per Miglior Film dell’anno.

Giudizio dell'autore:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.