In trance

Trance - Una Poltrona per Tre

Londra. Simon (James McAvoy), assistente in una casa d’aste, si organizza con una banda di delinquenti capeggiati da un certo Frank (Vincent Cassel) per rubare un preziosissimo quadro.

Durante la rapina Simon viene colpito alla testa e al suo risveglio non ricorda dove ha nascosto il quadro.

Frank e i suoi scagnozzi, dubitando della sua lealtà, lo obbligano ad andare da un’ipnoterapeuta, Elizabeth (Rosario Dawson) che gli faccia recuperare la memoria perduta.

Ma le sedute riportano alla luce ben più di ciò che si pensava..

Danny Boyle non delude le aspettative, anzi le fortifica.

Una trama intrecciata e appassionante, così complessa e onirica da far pensare che non riuscirà a risolversi razionalmente. Invece il grande regista scioglie le fila ingarbugliate della storia sotto gli occhi stupefatti dello spettatore che, durante tutto il corso del film, empatizza estremamente la condizione del protagonista grazie ad un montaggio geniale e incalzante, costituito da quelle inconfondibili inquadrature che solo Boyle riesce a partorire.

Un bravissimo Vincent Cassel nella parte del cattivo: seppur invecchiato vediamo nella sua recitazione ancora l’aggressiva freschezza nata nell’interpretazione di Vinz in “La Haine” (1995).

Non mancano scene di violenza e di sesso (alcune addirittura di nudo integrale) che infatti vietano la visione ai minori di 14 anni.

Un film a suo modo completo, la cui trama pone l’accento prima di tutto sulla complessità del cervello umano e sulla suggestionabilità di certi individui particolarmente sensibili alla manipolazione psicologica.

In secondo luogo la trama mette in risalto la forza femminile che, nonostante le violenze fisiche, si rivela l’energia motrice della storia, dimostrando la possibilità di riscatto della donna nei confronti del potere distruttivo maschile.

Nel caso ve lo siate chiesti, in questo film non manca la/le storia/storie d’amore: l’intero intreccio gira intorno a sentimenti, rapporti, vincoli e tradimenti (presunti o reali).

Per gli appassionati del genere “thriller psicologico”.. c’è da godere.

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