Joy – Lawrence ancora da Oscar?

joy - una poltrona per tre

Se amate la combinazione Jennifer Lawrence – Bradley Cooper – David O. Russell – Robert De Niro amerete Joy, il nuovo film candidato all’Oscar e ispirato a una storia vera piuttosto attuale. Stavolta il magico quartetto, già apprezzato e vincente con American Hustle e con Silver Linings Playbook, ci racconta la vita e le avventure di Joy Mangano, l’inventrice americana che creò il Miracle Mop, un pratico mocio auto-strizzante che ha ottenuto un successo fenomenale. Come sempre il regista David O. Russell dirige alla perfezione i tre attori ormai affiatati, creando un’atmosfera credibile ancorché al limite del paradossale. Il disagio è sempre in agguato nella vita della protagonista, che si trova a crescere due bimbi da sola, non supportata dall’ex marito artistoide che vive nel seminterrato, dalla madre schiava delle soap opera americane, da un padre egoista e da una sorella invidiosa del suo talento. Joy è una giovane sacrificatasi per la famiglia, con un’inventiva inarrestabile, che riesce a rimanere a galla tra un problema e l’altro grazie alla propria creatività. Se di solito siamo abituati a una Jennifer Lawrence folle, nei panni di personaggi borderline, con picchi di “sclero” degni di Leonardo di Caprio, stavolta vediamo la giovane attrice in un’interpretazione davvero ben equilibrata, ponderata in ogni comportamento. In ogni scena traspare la grandezza di un personaggio positivo, nonostante tutto sempre ottimista.

Quanto del film è inventato e quanto è fedele alla realtà? Pare che la vera Joy Mangano avesse meno problemi familiari, anche se lasciò davvero il lavoro per prendersi cura dei figli e produsse i primi pezzi del mocio nell’azienda del padre, proprio come nel film.

Realtà e finzione a parte, ciò che si apprezza del film, oltre alla grandissima interpretazione della Lawrence, è l’umanità della protagonista, la forza d’animo di una casalinga americana in grado di sfidare il sessismo e il maschilismo dell’epoca. Altro tocco di classe del regista, la presenza costante della telenovela, simbolo del decadimento della famiglia e del Paese, fatto di apparenza e ipocrisia. Quando Joy si ritrova davanti alla camera da presa per promuovere in televisione il proprio mocio, vediamo tutta la sua onestà, tutta la sua fiducia nelle proprie capacità sfidare il bel mondo del piccolo schermo, vincendo alla grande.

Ultimo aspetto da sottolineare, il ruolo di Bradley Cooper, in questo caso semplice personaggio secondario, ma sempre presente nella vita della protagonista, un amico su cui si contare. Sembra quasi fare il verso al proprio ruolo nella carriera dell’attrice.

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