Jupiter ascending

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Avete presente Matrix? Prendete ora l’intera trilogia, aggiungete una dose di Star Wars, due protagonisti molto sexy e affascinanti et voilà il nuovo film dei fratelli Wachowski. Qualcuno potrebbe non stare nella pelle all’idea, ma purtroppo dovrò deludere le aspettative di molti. Certo i due registi hanno alle spalle lavori innovativi, soprannaturali, apprezzati dal grande pubblico, sia per la trama sia per gli effetti speciali che hanno fatto scuola. Superarsi è difficile, ma qui il paragone risulta decisamente impietoso.

Jupiter Jones (Mila Kunis) non sembra essere nata sotto una buona stella: è una sfortunata immigrata russa, lavora con la famiglia come donna delle pulizie ed è totalmente insoddisfatta della sua vita. Ma su un altro pianeta c’è chi la ritiene pericolosa e tenta di ucciderla. Viene salvata da Caine, (Channing Tatum) un guerriero uomo-lupo interplanetario mandato da Titus Abrasax, discendente di una delle più potenti dinastie aliene che dominano gran parte dei pianeti abitabili. Queste dinastie coltivano ogni forma di vita, compresa quella umana, e provvedono alla mietitura, la raccolta del DNA dei viventi per creare un importante siero della giovinezza usato per fini commerciali. Sul nostro pianeta si combatte per fonti di energia, nello spazio per avere più tempo a disposizione, quasi a voler raggiungere l’immortalità. Jupiter scopre così che la razza umana non è nata sulla Terra, ma è stata impiantata dalla stirpe di Abrasax, cominciando così la sua avventura e rischiando più volte la vita.

I primi trenta minuti sono confusi, non concatenati e frettolosi esattamente come la descrizione della trama qui sopra. Certo ci sono effetti speciali, alieni, inseguimenti mozzafiato, ma non è abbastanza. Anche se l’estetica e la fotografia rimangono impeccabili, la narrazione è frammentata, i personaggi senza spessore psicologico e tutto accade troppo velocemente. Con il secondo tempo le cose non sembrano migliorare: la trama si focalizza sulla storia d’amore tra i due protagonisti, condita da dialoghi scialbi e da scene sbalorditive dal lieto fine scontato. Il risultato? Piatto e poco credibile.

La storia ha un suo potenziale, ma totalmente sprecato. Ritroviamo temi a quanto pare molto cari ai fratelli Wachowski, come l’idea di una razza umana “coltivata” per produrre energia, il destino, il desiderio ardente di cambiare vita, ma tutto ciò viene solamente accennato, quasi a voler passare in secondo piano. Anche la storia d’amore è banale e con poco pathos. Jupiter poteva essere una versione al femminile di Neo, ma tutto il talento dei due registi viene incanalato in un risultato incoerente e quasi kitsch.

Si esce dal cinema con parecchia delusione e gli effetti speciali, per quanto spettacolari e sempre più all’avanguardia, non riescono da soli a togliere quell’amaro in bocca a fine proiezione. Poteva essere un altro film visionario firmato Wachowski. Peccato!

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