La trilogia del Dollaro e altre eredità

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Del concetto di trilogia, noi cresciuti negli anni novanta-duemila, abbiamo un’idea che spazia dal super-cult al super-commerciale.

Siamo cresciuti con quella di Jurassic Park e Ritorno al Futuro e poi Matrix e ancora il Signore degli Anelli, ci siamo sorbiti episodi e riepisodi di Spiderman e Transformers, ma ci siamo anche goduti una trilogia come quella del Batman di Nolan, che ha superato e rimpiazzato quella di Burton-Schumacher. E poi abbiamo ereditato da fratelli maggiori e genitori, Indiana Jones, Star Wars, Il Padrino.

Tra anni settanta e ottanta, l’industria della trilogia ha sfornato autentici capolavori, alcuni hanno riscosso un successo tale da richiedere l’evoluzione a saga (con risultati a volte discutibili) ricordiamo i vari Die Hard, Rambo, Rocky, La Mummia, X-Men ecc.

Ma la trilogia che viene da più lontano, che ancora ci portiamo dietro, e forse una delle poche che trasmetteremo ai nostri figli è la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone.

Nei cinema tra il 1964 e il 1966 Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo nelle intenzioni del regista non dovevano costituire una trilogia, ma il fascino, il successo e l’aura di mistero del protagonista, le ambientazioni, i duelli e le musiche, faranno di questi tre film un autentico cult che influenzerà generazioni di pubblico, attori e registi fino ai giorni nostri.

“Con Clint Eastwood, Regia di Sergio Leone, Musiche di Ennio Morricone”. Guardando a posteriori questi tre nomi sembra di intravedere un mix perfetto per il successo, un tridente di fuoriclasse che renderebbe oro anche un filmetto a basso costo. Ma nel 1964, quando il primo film uscì nelle sale, Leone era alla sua seconda esperienza da primo regista (tre anni prima aveva diretto con successo Il colosso di Rodi) Morricone (ex compagno del regista alle elementari) aveva solo tre anni di esperienza come compositore per il cinema e Clint Eastwood non era praticamente nessuno.

Questo signor nessuno riuscirà però a dar vita ad uno dei personaggi più iconici nella storia del cinema per poi diventare un signor attore un signor regista, produttore e, forse non tutti sanno, anche un ottimo compositore di colonne sonore.

Leone realizzerà un’altra trilogia di respiro più epico-avventuroso e che è conosciuta come Trilogia del Tempo e che comprende C’era una volta il West, Giù la testa e C’era una volta in America, in cui il regista grazie al successo ottenuto con il dollaro riuscirà a lavorare con attori di grande spessore che già aveva cercato per i suoi primi film.

Di Morricone c’è poco da dire. Un’autentica istituzione, un gigante che negli anni ha lavorato praticamente con tutti e dappertutto.

La trilogia del dollaro rivitalizzò il genere Western che tanto successo aveva avuto negli anni trenta e quaranta e gettò il seme per un genere nuovo, lo Spaghetti Western, dando vita ad un produzione sterminata nel corso dei vent’anni successivi.

Leone recuperò gli scenari americani, scopiazzò i temi dal cinema Giapponese (Kurosawa per il primo film gli fece causa per plagio e vinse i diritti per l’asia) ma diede vita ad un prodotto unico, tutto italiano, che ha influenzato il cinema fino ai giorni nostri, si pensi solo a Tarantino.

Da oggi (20 giugno 2014) a cinquant’anni dall’uscita, la trilogia torna anche nei cinema in versione restaurata, siamo ormai abituati a queste operazioni di revival cinematografici, e forse ce ne vorrebbero anche di più. Ma questa è davvero un’occasione da non perdere, poter rivedere in sala i film che hanno dato vita al cinema d’azione come lo conosciamo oggi non è cosa da tutti i giorni, quindi quale che sia il vostro cinema preferito, informatevi e correte in sala!

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