Laputa – Castello nel cielo

Film Title: †Le Ch‚teau Ambulant.

Dopo il successo di Nausicaa, Miyazaki fonda lo studio di animazione Ghibli e prepara, insieme al suo team, un nuovo lungometraggio. È una nuova scommessa e lo stesso Miyazaki non è così sicuro del successo dello studio.

Laputa esce nelle sale giapponesi nel 1986 e non tradisce le aspettative dei fan. Originariamente Laputa è un’isola volante abitata da scienziati pazzi, descritta nel terzo viaggio di Gulliver dell’autore Swift.
Miyazaki riprende il mito e trasforma l’isola in un castello volante, su cui natura e tecnologia si mescolano in armonia, fino all’arrivo degli uomini.

Sheeta è una giovane ragazzina, discendente dalla famiglia di Laputa, in possesso di una pietra magicam la gravipietra; Pazu, un ragazzino che lavora in un villaggio di minatori, aiuterà la sua nuova amica a ritrovare il castello in aria, avvistato dal padre in un viaggio nei cieli anni prima.

Vedere un film a più di venticinque anni dalla sua uscita potrebbe non avere senso, ma Miyazaki riesce ad essere sempre attuale, affrontando i temi a lui cari che si ripetono in ogni lungometraggio.  Così l’essere umano viene ancora una volta analizzato nella sua brutalità e nella sua avidità, alla ricerca dell’oro (l’esercito, messo in ridicolo dalla mancanza di una strategia seria e dalla superficiale avidità di volere soltanto i tesori di Laputa), ma anche nella fame di potere (Muska, interessato alla tecnologia e alla potenza militare di Laputa).

Il castello in aria è anche un paradiso per la natura, un luogo incantato dove animali e robot protettori vivevano in simbiosi; così il tema dell’ecologia si mescola (e sopprime) quello della guerra e del potere.

Il lungometraggio è un sostanziale inseguimento continuo (in terra e in cielo), alla ricerca di Laputa, che si nasconde tra le nuvole; all’azione Miyazaki alterna momenti poetici (la scena sottoterra in compagnia del nonno, la ‘visione’ del padre di Pazu all’interno delle nuvole prima di vedere Laputa) e momenti comici (i pirati cattivi comandati dalla mamma che risulteranno poi buoni, al punto di innamorarsi in maniera infantile di Sheeta). Tutto ricamato ad arte tramite i disegni spettacolari dello studio Ghibli, alcuni veri e propri quadri di colore. Laputa giganteggia nei cieli e tra scene aperte e particolari più dettagliati, i disegni riportano l’atmosfera di pace e di serenità di un mondo abbandonato e mitico (quasi un’utopia), prima dell’arrivo degli esseri umani e dei loro avidi desideri.

Miyazaki non ha mai deluso e questa perla di animazione merita di essere vista, anche se si pensa possa essere datata; immergersi nelle ambientazioni del regista è un bellissimo viaggio da intraprendere ogni volta, con la certezza di non rimanere delusi.

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