Le idi di marzo

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Quali sono i meccanismi che muovono la macchina politica? Cosa sono disposti a fare coloro che lavorano per il bene della nazione? Questi sono i quesiti a cui tenta di rispondere George Clooney adattando per il grande schermo la sceneggiatura teatrale di Beau Willimon. Ma invece di intitolarsi come l’opera originale, Farraguth North, il film presenta una facciata più accattivante con la rievocazione del giorno in cui cadde Giulio Cesare, le famose Idi di marzo. Già a partire dal titolo si può indovinare la drammaticità della trama: se all’inizio il protagonista, il giovane Stephen Meyers, è un promettente e apparentemente integerrimo addetto stampa della campagna elettorale del governatore Morris (George Clooney), con il procedere della narrazione scopre di essere offuscato da una brama di potere che lo porta a compiere azioni degne di un vero e proprio Bruto.

In un mondo nel quale la lotta per vincere le primarie presidenziali è all’ultimo sangue, nessuno guarda in faccia l’avversario, il minimo cedimento porta danni irreparabili; Stephen, convinto di operare in nome dei propri ideali, sostiene di agire solo in funzione di essi, ma una volta entrato nel circolo vizioso della menzogna e del sotterfugio scopre di non poterne fare a meno. Dopo aver iniziato una relazione con la bella stagista Molly (Evan Rachel Wood) e aver incontrato Duffy (Paul Giamatti), il responsabile della campagna del candidato avversario, si rende conto che nessuno opera alla luce del sole e sorgono tutta una serie di difficoltà che lo portano a rischiare la carriera e l’etica personale. Messo alle strette, compie una scelta drastica: decide di salvare la prima ai danni della seconda e le conseguenze vengono a galla in un vortice di drammi e inganni.

Chi lavora in politica diventa solo una pedina, in uno schema grande e intricato che sopprime i più deboli, nel vero senso della parola. Un film ben strutturato: non risulta pesante ma racconta in maniera concisa ed efficace, forse a volte un po’ troppo drammatica, la grande menzogna della politica. Buona interpretazione del giovane Ryan Gosling, che trasmette il senso di ansia e frustrazione per tutta la durata del film. Forse George Clooney ha scoperto un talento maggiore dietro alla telecamera anziché di fronte…

One thought on “Le idi di marzo

  1. Il cast è un’ottima squadra di attori (senza contare George…!) Pensavo fosse un film abbastanza noioso; è chiaro che, letta la recensione, dovrò vederlo! Interessante parallelo con J.Edgar di Eastwood…modi differenti di vedere il potere politico.

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