Mr. Peabody & Sherman, c’è tempo per imparare

Mr. Peabody e Sherman - Una poltrona per tre

Chissà quanti di voi vedendo il trailer di questo lungometraggio animato avranno pensato “mi ricorda qualcosa”. Certo, perché Mr. Peabody e Sherman sono i protagonisti di un celebre cartoon degli anni Cinquanta-Sessanta, presentato all’interno della serie The Rocky and Bullwinkle Show e che in Italia è comparso sporadicamente su qualche canale tv. Proprio come nella versione originale, la storia racconta le avventure di un cane geniale, Mr. Peabody e di suo figlio adottivo, l’umano occhialuto Sherman, che trascorrono il tempo viaggiando da un’epoca all’altra a bordo della macchina inventata dal peloso genitore. Ma come per tutti i bambini umani, arriva anche per Sherman il momento di andare a scuola e di affrontare il mondo senza l’aiuto e i consigli di Mr. Peabody. Non serve raccontare il resto della trama, fatta di nuove amicizie umane e di incidenti storici e malintesi, per capire che c’è già abbastanza carne al fuoco, come si suol dire. Partiamo dall’elemento principale, quello che balza subito all’occhio: siamo di fronte a un caso di adozione inversa. Qui è il cane ad adottare il bambino e non viceversa. Fatto assolutamente adorabile, che riconsidera, probabilmente dal punto di vista infantile, il rapporto uomo-animale. A un bambino, infatti, la cosa sicuramente non sembrerà così impensabile ma piuttosto divertente e meno sconvolgente del fatto che i due possano viaggiare nel tempo. La mirabolante macchina di Mr. Peabody è l’altro elemento fondamentale per dare il via alle vicende: per educare il piccolo Sherman non esiste metodo migliore, per un genio con tanto di premio Nobel, che quello di fargli vivere in prima persona i principali eventi storici del mondo. E così lo spettatore assiste a incidenti diplomatici in piena Rivoluzione Francese, a collaborazioni scientifiche con Leonardo Da Vinci, oppure a conflitti bellici antichi tra le mura troiane. È sempre un ottimo escamotage sdrammatizzare argomenti spesso (e purtroppo) considerati noiosi dai più piccini rendendoli momenti indimenticabili e, con le battute sarcastiche di Mr. Peabody (ma i bambini le capiscono davvero?), il risultato è un film piacevole per tutti, in alcuni casi forse più per gli adulti, in grado di cogliere tutte le sfumature ironiche. Riproporre un cartoon già consolidato di norma non è semplice, ma in questo caso il soggetto ben si prestava a essere riadattato a piacimento di regista e sceneggiatore. Bel lavoro, non c’è che dire, molto apprezzata l’idea di insegnare il rispetto per il “diverso” e l’amore incondizionato attraverso la bizzarra parentela tra un cane e un bimbo.

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