Prometheus

 

Ridley Scott che ritorna al mondo della fantascienza, strizzando l’occhio al capolavoro Alien, ha creato molte aspettative. Il film in questione, anticipato da video virali, trailer, poster e etichettato come prequel proprio di Alien, aveva tutti i requisiti per essere un capolavoro.

Prometheus torna alle origini non solo dello xenomorfo più famoso della storia del cinema, ma anche dell’uomo. Le domande filosofiche, che tormentano i pensieri umani da millenni, hanno bisogno di una risposta scientifica: così la spedizione Prometheus si dirige verso un pianeta in cui si dovrebbero trovare tutte le risposte, ovvero i nostri creatori – una razza aliena altamente evoluta e intelligente.
Come se non bastasse questo argomento massiccio e arduo, Scott inserisce altri temi: creazionismo contro darwinismo, rapporto tra creatura e creatore, l’eterna giovinezza, scienza contro fede, il sacrificio per salvare l’umanità. Difficili da gestire e da mandare avanti, così rimangono sospesi e irrisolti, senza poter mettere a fuoco altri elementi, come per esempio i personaggi secondari, appena tratteggiati (Meredith Vickers, ovvero Charlize Theron).

Un plauso, invece, ai protagonisti (la scienziata Elizabeth Shaw/ Noomi Rapace, il robot di bordo David/Michael Fassbender). La prima è la nuova eroina mascolina, in un chiaro richiamo a Ellen Ripley (Sigourney Weaver), mentre il secondo regge bene la mancanza di espressioni di un automa e il suo cinismo, seppur razionale (citiamo Alien ancora e, immancabilmente, 2001: A space odyssey).

In Prometheus manca un elemento importante: l’ansia. Mentre l’alien si nascondeva nell’astronave, tra giochi di luci e ombre spettacolari, e si mimetizzava tra i tubi e gli ingranaggi, lasciando lo spettatore in attesa di un’improvvisa apparizione (che a volte non arrivava), in questo caso non c’è attesa. Si capisce già quando l’alien, o la sua mutazione, attaccherà.

Un’ansia che si perde anche per situazioni di stallo, in cui dialoghi semiseri fanno perdere la concentrazione su quello che dovrebbe essere: un film fanta-horror.

Là dove il film perde nella trama, guadagna invece pieni voti nella sua realizzazione. Il 3D è utilizzato per il meglio e più scene guadagnano il massimo proprio per la capacità di far entrare lo spettatore nel film (l’apertura del film, il parto cesareo all’interno della sala operatoria automatica, la scena in cui David scopre la mappatura dell’universo all’interno dell’astronave dei cosiddetti Ingegneri). Il film si gusta proprio per la qualità delle immagini e per la sensazione di immersione in prima persona.

Alien risucì a coinvolgere milioni di persone senza l’utilizzo di una tecnologia così raffinata, ma basandosi su un’idea e una costruzione scenografica (e di luci) geniali. Prometheus pecca di voler emulare il suo predecessore, ma la foga di essere al pari e di voler esagerare nelle tematiche, fa perdere qualità.
Da vedere in 3D, godersi lo spettacolo e lasciarsi immergere nelle immagini. Non cercate altro.

4 thoughts on “Prometheus

  1. Concordo sul concetto: “troppa filosofia, poca ansia”, non è da lui e non me l’aspettavo, ma penso che sia dovuto al fatto che voleva in qualche modo dare un senso al tutto..anche se alla fine lascia molto all’immaginazione.
    Sui personaggi secondari..beh, quello è lo stile che caratterizza un po’ tutta la saga di Alien, non vengono mai caretterizzati più di tanto, e secondo me non ce n’è bisogno (tanto di solito ci lasciano sempre tutti la pelle).
    Per finire alcuni dettagli che rimandano ad Alien poteva farli almeno combaciare, ma queste sono cose da fan intollerante, quindi non contano.
    Al di là di tutto le scene d’ansia ci sono e sono fatte bene, così come i personaggi che rispecchiano in pieno lo stile dei vari equipaggi che si sono visti durante la saga di Alien.

    Non l’ho visto in 3D purtroppo..ma anche in 2D devo dire che mi è piaciuto!

  2. Hanno già annunciato un seguito (che diventerà dunque un sequel del prequel….); probabilmente si agganceranno alla storia di Alien, anche se per me potrebbe bastare Prometheus. Meglio evitare di insistere: aveva già fatto e detto tutto con Alien.

  3. Un sequel? Non pensavo che Ridley Scott fosse il tip0, già mi aveva stupito con questo prequel!
    Di sicuro andrò a vederlo, anche se temo che si rivelerà un mangiasoldi a tradimento per gente assetata di sangue acido..come me.

  4. Probabilmente vorrà riallacciarsi ad Alien, ma, sinceramente, non se ne sente il bisogno. Di Prometheus mi è rimasta solo la realizzazione. La storia fa acqua da tutte le parti…

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