Il racconto dei racconti

Locandina il racconto dei racconti

Dalla realtà nuda e cruda di Gomorra e Reality, al reame fiabesco di Lo cunto de li cunti, la raccolta di fiabe in lingua napoletana di Giambattista Basile, edita tra il 1634 e il 1636.

Le prime immagini del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone davano l’impressione di una pellicola non italiana, ma americana. Soltanto andando a vedere per intero lo svolgersi delle tre fiabe narrate, si intuisce che non siamo davanti ad una “americanata”.

La pulce, Le due vecchie e La regina sono le tre fiabe scelte da Garrone, rese con uno stile ampio, maestoso, pieno di colori e di immagini oniriche. I tre soggetti si intrecciano tra loro, senza mai sovrapporsi, andando a concludersi in una grande festa finale, dove noi tutti impariamo qualcosa e i vari personaggi subiscono le conseguenze delle loro azioni (benevoli o malevoli che siano).

Garrone sceglie luoghi bellissimi d’Italia dove girare, luoghi che rimandano l’incanto, anche grazie alle ampie panoramiche che fanno immergere lo spettatore nella fiaba.

Giambattista Basile fu il primo a utilizzare lo stile fiabesco per la divulgazione; il filosofo Benedetto Croce definì il testo come “il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari”. Da qui, grazie alla fiaba La gatta Cenerentola, nascono le narrazioni più famose che sono arrivate a noi, tra cui la Cenerentola di Charles Perrault e dei fratelli Grimm.

Un mondo fiabesco da cui è possibile attingere soggetti bellissimi e, andando a vedere il film di Garrone, ci si rende conto di aver già noti alcuni meccanismi che si attivano, perché, in fondo, conosciamo bene gli intrecci delle fiabe. Sembra dunque di assistere al prototipo della fiaba (per questo si definisce il racconto dei racconti) e mai titolo fu più corretto di questo.

Ci si lascia ammaliare dai colori e dalle vicende, ci lascia rapire dalla magia di un’immagine, da un’inquadratura inquietante o da un panorama raffinato, a perdita d’occhio.

Il merito di Garrone sta nel aver trovato l’incanto, attingendo da un testo ottimo e riportandolo ai nostri occhi.

 

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