Manchester by the sea

locandina UK manchester by the sea

Il dramma che si consuma in Manchester by the sea è fatto di una regia sobria, che accarezza il paesaggio languido di un paesino del New England (USA) e i protagonisti.

Su tutti Casey Affleck: Lee Chandler è un giovane uomo al quale il destino ha riservato una vita molto difficile.

Il regista Kenneth Lonergan indugia su di lui per tutto il tempo e Casey risponde con lunghi silenzi, espressioni pacate e sguardi persi dentro un dolore insopportabile. Tutto il film è una sottrazione: mancano le scene madri del tipico melodramma, mancano le voci grosse, le urla, gli strepiti. Tutto è delicato, grigio, come il cielo di Manchester by the sea; tutto è freddo e duro, come la neve e il terreno ghiacciato, dentro cui non si può nemmeno scavare una tomba durante l’inverno.

Lee accetta quasi con rassegnazione, in una telefonata apatica, la notizia del fratello ricoverato in ospedale, in punto di morte. Questo nei primi minuti in cui conosciamo il personaggio. La regia di Lonergan, poi, ci porta in una doppia linea temporale: le immagini dell’episodio chiave della sua vita appaiono vivide, terribili, come un incubo. Siamo a metà film, in una scena perfettamente realizzata dove i piani si confondono e quasi coincidono; qui ci rendiamo conto del peso che grava su di lui.

Lee è dall’avvocato e scopre che il fratello, deceduto, gli ha affidato il nipote. Nasce così una storia di relazioni, mentre tutto si unisce al passato, in quella che sembra un’eterna dannazione che non può portare a nulla, se non a una passiva accettazione, fatta di assenza, rassegnazione e profondo dolore.

Un film carico di emozione, difficile da gestire. I colpi gravano sul protagonista e sullo spettatore, che rimane turbato e si perde negli ambienti lattiginosi di Manchester by the sea, cercando il senso di una vita straziata.

I grandi drammi gravano su persone comuni, non su eroi. Le reazioni possono essere differenti, ma in questo caso ci si perde in un chiaroscuro laico, dove l’elaborazione del dolore non riesce a portare sollievo o soluzione redentrice.

Il film ha vinto l’Oscar per il miglior attore (Casey Affleck) e l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale (Kenneth Lonergan)

Giudizio dell'autore:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *