Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è

Pan - Una poltrona per tre

Peter Pan incanta da sempre grandi e piccini, si sa. È talmente noto nella cultura occidentale da aver dato nome a una sindrome, di cui sono affetti tutti coloro che non accettano di crescere. Sindrome di Peter Pan o no, è sempre piacevole sedersi in poltrona e dimenticare il mondo degli adulti, per fantasticare con pirati, indiani e sirene sull’Isola che non c’è.

Molti registi hanno interpretato le storie di J.M. Barrie, sarà per la trama di fantasia, sarà per i temi legati ai personaggi del libro, il fascino di questo romanzo è indiscutibile. Tutti abbiamo in mente la versione animata della Disney, ancor di più – forse – il bellissimo lungometraggio di Spielberg con un giovane Robin Williams in calzamaglia, pronto a combattere un temibile Dustin Hoffman. Esatto, parliamo del mitico Hook.

Negli anni 2000 sono uscite diverse storie ispirate agli scritti e alla vita dell’autore inglese papà del bimbo volante. Molto stucchevole, ma da vedere, il Peter Pan di P.J Hogan del 2003; molto interessante Neverland di Marc Forster, con Johnny Depp nei panni di Barrie, affiancato dalla bravissima Kate Winslet. Insomma, se volete farvi una cultura su Peter Pan ne avete di opere da scoprire.

Pare che queste non bastassero al regista Joe Wright, noto per aver girato una bellissima versione di Orgoglio e Pregiudizio e molto legato ai classici della letteratura inglese. Sicuro del proprio talento, ha ben deciso di inventarsi una nuova interpretazione, alias un prequel, di Peter Pan. Se Spielberg ci ha mostrato che fine avesse fatto il magico bambino e Forster ci ha spiegato com’è nata l’idea del romanzo di Barrie, Wright ci racconta come ha fatto Peter ad arrivare sull’Isola che non c’è.  Interessante! direte voi. Inutile, diciamo noi.

Rapito dai pirati, su consenso della terribile badessa di un orfanotrofio londinese, il piccolo protagonista si ritrova alle prese con un passato misterioso, a combattere contro un cattivissimo pirata e a collaborare con un giovane baldanzoso. Tutto originale, se non fosse che il pirata è inspiegabilmente Barbanera, interpretato dal bontempone Hugh Jackman, e che il nuovo amico è Hook da giovane. Se riuscirete ad accettare (noi non ci siamo riusciti) un’amicizia improbabile tra Uncino e Peter, senza pretendere spiegazioni su come questa possa essere finita in tragedia, allora potete proseguire con la visione senza arrovellarvi sul senso di un film del genere.

Se amate gli effetti speciali e le scenografie spettacolari, godetevi la bellezza visiva di questo film, che ha una varietà estetica davvero unica. Chapeau a scenografi e costumisti, non c’è che dire. La trama potrebbe anche reggere, non ci sono dubbi. Del resto, anche Spielberg si è inventato molte parti di Hook di sana pianta. Lo spirito dell’Isola che non c’è viene rispettato, non mancano indiani, sirene e coccodrilli. Insomma, nel complesso è una visione piacevole. Ma se una volta usciti dalla sala vi renderete conto che non farete certo vedere quel film ai vostri bambini per raccontare loro la storia di Peter Pan, se sentirete di non aver provato emozioni indelebili come quando avete visto Hook, o come quando avete letto la splendida opera letteraria, allora sarete giunti alla nostra conclusione: è un film inutile.

Vogliamo salvare il tentativo di rendere tutto molto moderno e sbarazzino? Se amate le tamarrate, vi piacerà.

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