I grandi classici Disney

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Se puoi sognarlo, puoi farlo

Gran parte dell’immaginario fiabesco e fantasy dei giorni nostri spesso, e forse per riflesso incondizionato, si rifà a una delle pietre miliari del film d’animazione, la Walt Disney Company. Chi pensando a una fiaba come Cenerentola o Biancaneve non immagina i topolini parlanti o la terrificante strega nasuta disegnati dal maestro del lungometraggio animato? Chi non conosce a memoria almeno una delle pluripremiate canzoni delle colonne sonore? E ancora, chi non ha mai letto almeno un fumetto con protagonisti Topolino &co? Ormai la cultura del piccolo e grande schermo deve così tanto al creatore dei cartoni animati noti in tutto il mondo, che perfino gli autori e gli sceneggiatori attuali prendono spunto dalle sue storie. Sul piccolo schermo, un esempio recentissimo, il cui successo è in fase di crescita esponenziale, è la serie americana Once upon a time, che ha preso nomi e caratteristiche dei personaggi delle fiabe animate Disney, oltre che dalla tradizione letteraria e popolare. Sul grande schermo invece, sono prossimi all’uscita nelle sale italiane due versioni della fiaba Biancaneve e i sette nani (nei panni della matrigna cattiva vediamo in uno Julia Roberts e nell’altro Charlize Teron)

biancaneveE, nonostante sia passato quasi un secolo dalla prima proiezione cinematografica (il primo lungometraggio animato fu Biancaneve nel 1937), nessuno si è ancora stancato di rivedere e proporre ai più piccoli i grandi classici.

Per citarne uno per decennio: Biancaneve (1937), Pinocchio (1940), Cenerentola (1950), La spada nella roccia (1963), Robin Hood (1973), La Sirenetta (1989), Il re leone (1994), Le follie dell’imperatore (2000), La principessa e il ranocchio (2010). Questi sono solo una minima parte dei titoli di successo proiettati al cinema, ognuno dei quali ha fatto innamorare generazioni diverse ma che condividono l’amore per la fantasia.

E di fantasia Disney ne ha creata un bel po’. Nonostante sia passato il concetto e l’idea di Walt Disney come marchio per le fiabe classiche, sono ben pochi i film ispirati alle tradizioni popolari in maniera fedele (La bella addormentata nel bosco, Cenerentola, Biancaneve e i sette nani, La sirenetta, Rapunzel).

Le altre storie Disney, infatti, attingono da numerosi contesti culturali, tra cui spicca sì la letteratura (Pinocchio di Collodi, Alice di Carrol, Peter Pan di Barrie, Il libro della giungla di Kipling, Notre Dame di Hugo, o Tarzan di Burroughs) ma ampio margine di inventiva è lasciato agli sceneggiatori. E così sono nati capolavori come Il re leone, adattato evidentemente dall’Amleto shakespeariano, La spada nella roccia, che attinge da tutta la tradizione nordica su re Artù e Camelot, Robin Hood, che riprende la leggenda di questo fantomatico eroe dei poveri durante le crociate, Pocahontas, la storia di una nativa americana che sposò un inglese entrando nella leggenda, Aladdin, che prende la sua trama da Le mille e una notte, oppure Hercules, riadattamento dell’antico mito greco.

Altre storie, come Lilli e il vagabondo, Dumbo o Gli Aristogatti, sono state create dall’estro degli stessi autori.

Un’altra innovazione Disney è la creazione di protagonisti animali, ovviamente antropomorfi, che contribuiscono a creare quall’atmosfera fiabesca tipica di ogni film animato. E così vediamo eroi come Robin Hood, Bianca e Bernie, Simba, ma anche cattivi come lo sceriffo di Nottingham, Scar, il gatto e lavolpe, trasformarsi in topi, lupi, volpi, leoni e chi più ne ha più ne metta.

Per non parlare dei divertentissimi dialoghi con citazioni ormai entrate a far parte del parlato comune, o delle strabilianti colonne sonore, che hanno fatto guadagnare alla casa di Papà Walt un numero discreto di premi Oscar.

Per citarne alcuni, Pinocchio con la miglior colonna sonora e la miglior canzone (When you wish upon a star), Dumbo e Fantasia, sempre per le musiche (con Fantasia fu vinto il premio speciale al maestro Stokowski); o ancora La Sirenetta (miglior canzone con Under the sea e miglior colonna sonora), La bella e la bestia (miglior canzone con Beauty and the beast e miglior colonna sonora; fu il primo film di animazione ad essere candidato anche come miglior film agli Oscar), Aladdin (miglior canzone A whole new world e miglior colonna sonora). Seguono, sempre premiati per le musiche, Pocahontas e Tarzan.

Oltre ai cartoni classici, la Disney ha dato prova della propria superiorità anche nella realizzazione di film veri e propri (come non citare il pluripremiato Mary Poppins con protagonisti Julie Andrews e Dick Van Dyke?), per non parlare degli ultimi successi di animazione al computer (recentissimi i premiati Up e Toy Story 3 nel 2009 e nel 2010).

Il contributo che Walt Disney ha dato alla storia del cinema di animazione è enorme e unico. Egli fu in grado di creare film senza avere gli attori, creando totalmente dal nulla personaggi e storie che sono divenuti fonte di ispirazione per chiunque aspiri a lavorare nel mondo del cinema. Regalando a noi spettatori momenti indimenticabili, ricordandoci che tutti i sogni possono diventare realtà, anche nel mondo di tutti i giorni.

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