The Dark Knight Rises

Cristina Bellafante – Con Batman Begins Christopher Nolan ha decretato l’inizio di una nuova trilogia su Batman, l’eroe che tutti già conoscevano sia grazie ai fumetti della Dc comics, sia grazie ai numerosi lungometraggi realizzati in tutte le salse (tra questi spicca il Batman di Tim Burton).

Se il primo capitolo poneva le basi per quello che poteva essere un buon prodotto cinematografico, con una trama ben costruita, atmosfere e ambienti suggestivi e interpreti di un certo livello (primo tra tutti Gary Oldman nei panni del detective Gordon), con il secondo film, uscito ben 3 anni più tardi, il successo e la qualità sono cresciuti, forse anche grazie all’esuberante presenza del Joker- Heath Ledger che ha catturato l’attenzione del pubblico tenendo tutti incollati per più di due ore davanti allo schermo.

E finalmente, dopo altri 4 anni, ecco che esce il tanto atteso finale, il ritorno del cavaliere oscuro.

Con un trailer da Oscar, pieno di colpi di scena, di effetti speciali e di volti noti e apprezzati (entrano in scena le bellissime Marillon Cotillard e Anne Hathaway e un convincente Joseph Gordon-Levitt, nonché il “cattivo” Tom Hardy) il film debutta nelle sale a settembre e ovviamente ottiene incassi da record. Trailer da Oscar, certo, non per questo la stessa cosa si può dire dell’intero film. Sicuramente degno dei precedenti per effetti speciali e scene mirabolanti, il ritorno in stile dark di Batman (nulla da togliere al bravissimo protagonista Christian Bale) ha una trama un po’ vacillante, ritmi troppo lenti ma, soprattutto, manca di mordente. Il cattivo Bane si rivela un po’ insipido con l’evolvere della storia, il Batman poco convinto (nonostante lo esigesse la trama) ci mette un po’ troppo a decidere di riprendere il mantello appeso al chiodo e i pericoli che minacciano Gotham si disperdono tra una scena e l’altra. Nel complesso il prodotto che ne risulta è buono, la regia di Nolan è sempre degna del suo nome, peccato per il ritmo. Forse gli sceneggiatori avrebbero dovuto bere più caffè. Una nota di merito, invece, alla povera Catwoman-Anne Hathaway che, nonostante gli occhioni da gatta e il sex appeal indiscusso, non potrà mai competere con la mitica e inimitabile Michelle Pfeiffer né con la super sexy Halle Berry.

 

Daniele Colombi – Si chiude la trilogia di Nolan e un po’ ci dispiace. Il rinnovo di stile del personaggio Batman, che si andava perdendo tra George Clooney e Val Kilmer vari ( Joel Schumacher, perché?) era necessario, anche perché lo stile dark imposto dal passaggio di Tim Burton, veniva presto annullato dai sopra citati.

Così abbiamo avuto un reboot strepitoso grazie a Nolan e ad un cast eccezionale (prestazioni esemplari come quella di Ledger non si scorderanno facilmente, ma ringraziamo Bale, Caine, Oldman, Eckhart, Hathaway, Neeson, Murphy, Gordon Lewitt).

Al terzo capitolo, atteso con ansia, si chiedeva ancora tantissimo, proprio a causa di quel Joker straordinariamente vero. È arrivato Bane (Tom Hardy).  Un cattivo molto diverso, più fisico, più violento: non gioca sul piano psicologico: se c’è da uccidere, lo fa in fretta. Indossa una maschera che copre praticamente tutta la faccia, ma gli occhi di Hardy bastano per le espressioni e per dare corpo al personaggio. Rimane la voce, fondamentale: in Italia ci hanno rifilato Filippo Timi. Può bastare questo.

Il film è molto lungo, più del Cavaliere Oscuro, ed è molto spettacolare (la prima scena è un buon antipasto); c’è da dire che Nolan non ‘gioca’ con lo spettatore mescolando la sceneggiatura come in altri suoi film (Inception), anche se non manca un colpo di scena, a sminuire però l’anti-eroe Bane – la cui fine sarebbe un po’ da rivedere, dal momento che si rifà al vecchio motto: “Arrivano i nostri!”

Tutto fila per il verso giusto, compresi i nuovi inserimenti come la sexy cat woman (che nessuno chiama così per tutto il film) e il nuovo ispettore che diventerà Robin. La vecchia squadra di attori funziona sempre alla grande, senza sbavature o eccessi di protagonismo.

Grazie Christopher Nolan per aver riaffermato il personaggio Batman e avergli restituito una dignità e un’ambientazione credibile; grazie per i tuoi tre capitoli, nonostante gli anni di attesa; grazie per aver rifiutato il 3D. Un regista del genere, ormai l’abbiamo capito, va seguito (e, per chi non lo avesse ancora fatto, va scoperto: Memento, Insomnia, The prestige…).  Di certo sarà difficile fare di meglio.

3 thoughts on “The Dark Knight Rises

  1. Gran bel film! Bane è un buon cattivo, non c’è dubbio, ma ci sono un paio di punti che mi hanno fatto storcere il naso (il discorso sulla paura di morire per esempio).
    Non so quanto Nolan sia stato fedele al fumetto (che non ho idea di come sia) e non mi interessa, ma devo dire che in cuor mio avrei sperato di rivedere uno dei nemici “classici” di Batman…in particolare l’Enigmista! Da un personaggio così non oso immaginare cosa sarebbe in grado di tirare fuori Nolan.

    Io ci spero ad un ritorno di Batman…al giorno d’oggi non si sa mai 😉

  2. Nolan ha chiuso la trilogia e non credo tornerà su Batman. Più che altro spero non ci sia qualcuno che riapra il discorso, troppo difficile migliorare questa trilogia.

    Per quanto riguarda i personaggi, credo che nel fumetto ci siano decine di nemici candidati per un film su Batman e, deve dire, Nolan ne ha presi già tanti. E giusti.
    Ricordo scelte scellerate come Schwarzenegger nei panni di Freezer………..e soprattutto (sempre nel Batman di Schumacher) Bane era stato ridotto al tirapiedi scemo di Poison Ivy…figurati un po’…

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