The fighter

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Il film di David O. Russell si ispira alla storia di due fratellastri, entrambi pugili: Micky (Mark Wahlberg) e Dicky (Christian Bale). Se il primo è agli inizi della carriera, in cerca di nuove sfide per poter fare il salto di qualità, Dicky è reduce dalle proprie vittorie negli anni ’70, ma soprattutto è preda dall’uso di droghe pesanti, pago della fama di cui gode ancora. Intorno a lui una macchina da presa riprende la sua vita: la HBO, il canale televisivo, ha chiesto di girare un documentario su di lui, ricordando i successi sul ring.

Intorno ai due gravita tutta la famiglia, composta da sorelle e sorellastre, la madre Alice (Melissa Leo) e un padre che cerca il più possibile di evitare confronti diretti con le problematiche familiari e di promuovere la carriera di Micky. Alice si divide nel difficile ruolo di madre e manager, ma il più delle volte sembra prevalere il lavoro, anche nel rapporto con le figlie (tenendo i conti dei prestiti fatti e dei soldi che devono essere restituiti entro brevi termini). Dicky, annebbiato dalla propria leggenda e, soprattutto, dall’abuso di crack, trasmette tutti i trucchi e la sua esperienza al fratello, ma il successo stenta a decollare. Micky, infatti, deve affrontare una famiglia disastrata, trascurando così allenamenti e accettando sfide improbabili, come quando si vede costretto ad affrontare un peso medio a causa della scarsa organizzazione, facendo egli parte della categoria dei pesi leggeri.

Due episodi segnano la svolta dei due fratelli: Micky incontra la barista Charlene e ben presto i due si innamorano; la ragazza cercherà in tutti i modi di aprire gli occhi a Micky, mostrandogli che i veri ostacoli per la carriera sono Dicky e Alice. Lo stesso Dicky, dopo aver progettato una truffa improbabile, finisce dietro le sbarre, non prima di aver scatenato una rissa con la polizia in cui a Micky, intervenuto per aiutare il fratello, viene rotta la mano.

Dicky comincia a fare i conti con se stesso, soprattutto nel momento in cui viene trasmesso il documentario sulla sua vita; entrato da trionfatore nella sala della televisione, Dicky si vede crollare addosso il suo stesso mito e tutte le sue convinzioni; il documentario si rivela essere uno studio sulla dipendenza e sulle conseguenze dell’uso di droghe. Da quella sera, in Dicky ritorna una fiamma, si riaccende uno spirito nascosto dietro quel velo di falsa onnipotenza che lui stesso si era creato; torna così ad allenarsi e a rimettersi in forma, giusto in tempo per tornare tra le braccia della sua famiglia, Micky compreso. Le incomprensioni non mancano: difficile riguadagnare quella credibilità andata perduta; sarà la boxe a riavvicinare i fratelli. Già in carcere, infatti, durante un  colloquio, Dicky aveva suggerito la tattica vincente al fratello; dopo un momento in cui si mettono allo scoperto tutte le carte tra madre e figli, Micky può contare su una squadra allargata che lo porterà alla sfida finale per il titolo di campione del mondo dei pesi leggeri. La vittoria finale sancisce il passaggio di consegne tra Dicky, ormai ridimensionato, e Micky.

La straordinaria capacità di Christian Bale si intuisce già a livello fisico, con un cambiamento radicale rispetto al muscoloso Batman; magro, scavato in volto, senza denti, Bale riesce a recitare alla perfezione il ruolo di Dicky, imitandolo nelle movenze e nella parlata; allo stesso modo Alice, madre combattuta tra il lavoro e l’amore per i figli, viene resa in maniera magistrale da Melissa Leo. Gli Oscar sono quindi meritati. Il film, inizialmente nelle mani di Darren Aronofsky, ripercorre la vita dei fratelli Ward e la passione per la boxe, ma mette in luce come sia difficile prendere coscienza di sé, di quello che siamo e non di quello che sembriamo. Ci vuole la televisione, mediatrice tra realtà e finzione, per aprire gli occhi a Dicky, placidamente seduto sulla propria leggenda, che risulta essere vana e dimenticata. Il riconoscimento finale, quando Dicky dice a Micky di essere lui la leggenda adesso, e la disintossicazione in carcere per tornare ad allenare e allenarsi sono i simboli di una rivalutazione della propria esistenza e di un desiderio di dimostrare di essere cambiati profondamente.

One thought on “The fighter

  1. devo dire che ho apprezzato molto l’interpretazione di Bale e di Amy Adams, che riescono a sorprenderci ogni volta con un ruolo differente. Invece Melissa Leo non mi ha colpito particolarmente.

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