The Lego movie

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I mattoncini più famosi al mondo, quelli che hanno segnato una generazione di bambini e di adulti, sbarcano sul grande schermo, ad opera di Phil Lord e Chris Miller.

Tra iniziative e operazioni di marketing, in realtà è bastato vedere il trailer per attirare numerosi spettatori al cinema. L’evoluzione stessa dell’azienda, che oggi produce veri e propri gioielli da costruire, copre così tutti i campi (abbiamo già fatto esperienza dei numerosi videogiochi targati Lego, per esempio).

Il mondo Lego, coloratissimo, viene animato con la tecnica di stop-motion e ci presenta una storia che parte da un semplice operaio, felice di vivere nel proprio mondo guidato da un tiranno che impone regole e istruzioni per qualsiasi cosa (anche per il risveglio mattutino). Tutti, però, sono felici. O almeno sembrano, finché non interverrà l’eroina a risvegliare le menti – si torni a vedere la trilogia di Matrix per un approfondimento.

La trama è piacevole e non mancano battute, situazioni comiche e, soprattutto, citazioni gradite (Star Wars, Batman, Il Signore degli Anelli, Harry Potter, l’astronauta anni ’80, le tartarughe ninja, i pirati…). Il mondo Lego è infatti caratterizzato da una miriade di personaggi familiari a tutti (meno, forse, alla nuova generazione di bambini).

Non manca il ribaltone finale, con la riscoperta della filosofia Lego: d’accordo seguire le istruzioni (perché altrimenti è impossibile giungere al prodotto finale), ma la vera bellezza è lasciar correre la fantasia e costruire a piacimento, mescolando i mattoncini e ottenendo chissà quale risultato. L’importante è saper condividere, saper giocare: mettersi cioè a creare utilizzando la propria fantasia. Poco importa se mancheranno i pezzi, se all’oggetto mancheranno i dettagli (così minuziosamente tratteggiati nelle istruzioni). Il motto è: “Noi ti diamo le istruzioni per ottenere quello che vedi sulla scatola, ma il gioco non finisce una volta terminate le operazioni di costruzione: libera la tua fantasia, smonta e rimonta, gioca e condividi con chi più ami.”

I più maligni potrebbero leggerci un’operazione di marketing spettacolare (tutte le costruzioni nel film sono già in vendita); ma se questo comportasse un po’ più di tempo tra genitori e figli, tra amici o anche solo un po’ di esercizio di fantasia, ben venga il coloratissimo mondo Lego al cinema.

L’importante è non smettere di giocare e, quindi, non smettere di tornare bambini. In più, il film è davvero piacevole agli occhi e allo spirito (“È meraviglioso!”).

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