True Grit

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I fratelli Coen tornano in grande spolvero sulla scena con il rifacimento di un vecchio film westerm, Il grinta (1969), interpretato dall’inossidabile John Wayne. Alla corte dei fratelli Coen si schierano invece Jeff Bridges, Matt Damon e Josh Brolin. La storia è raccontata da Mattie Ross adulta, la quale ripercorre le sue memorie e la sua storia di vendetta. Per avere giusta vendetta sul vile assassino di suo padre, Mattie, ancora ragazzina, ingaggia Cogbur, detto il grinta (Bridges), ormai invecchiato, dedito più a cercare un letto per la notte. In cerca dell’assassino Tom Chaney (Brolin), i due incontrano personaggi stravaganti, tra cui il ranger texano LaBoeuf (Damon). Tra situazioni grottesche, comiche, assurde, il gruppetto si divide, si insegue e si incontra nuovamente, fino a trovare lo scontro diretto con la banda di fuorilegge che ha accolto Tom Chaney.

I fratelli Coen dirigono con maestria e con la loro pungente ironia un film piacevole e ben strutturato, tenuto insieme dall’ottimo cast e da un fenomenale Bridges; del resto raccogliere 10 nominations vuol dire qualcosa. Si nota da subito una superba fotografia – paesaggi pittoreschi – e il tocco dei Coen, che ci hanno abituato al loro tipico umorismo, si sente pur trovandoci in un genere molto diverso dal solito. Per essere un western, si spara poco; ma il soggetto non è originale, bensì è un adattamento di un racconto di Charles Portis del 1968. Se la prima parte del film si occupa principalmente a darci un ritratto della giovane Mattie, in grado però di tenere testa a uomini d’affari e difendere strenuamente le proprie convinzioni, nella seconda viene indagata la personalità del Grinta, per capire se si tratti di un vecchio ormai alcolizzato o possa essere considerato ancora degno del suo soprannome.

Dopo A serious man, i Coen azzeccano un altro film, riuscendo ad imporsi nel difficile genere western a loro modo, spostandosi decisamente dall’idea “spaghetti western” degli anni ’70.

One thought on “True Grit

  1. Bel film. Jeff Bridges è come sempre superbo: ironico e burbero, imita alla perfezione la parte di John Wayne. La quattordicenne Hailee Steinfeld è stata molto convincente, secondo me era anche degna di un bell’Oscar da vera bimba prodigio. Geniali i Coen che riescono sempre a dare un tocco umoristico alla trama.

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