La Camminatrice e la Resistente

Due donne si scambiano una lunga serie di lettere. La Camminatrice e la Resistente non hanno nome, ma si raccontano con due stili differenti, prosa e poesia. Non sappiamo chi siano, ma pian piano conosciamo le loro storie, le loro anime. Il romanzo di Maria Zaffira Secchi colpisce per le tante immagini che rimanda al lettore, dando così libero sfogo alle interpretazioni e ai sentimenti. Un’evocazione che arriva anche tramite i colori (principalmente il blu) e gli odori dei fiori.

Le due donne non si incontrano mai, ma si leggono su carteggi lasciati in una grotta al confine tra Ex-Jugoslavia, Austria e Italia. Un luogo preciso, scelto dall’autrice per il carico di significati storici e umani. Una lettura piacevole, ricca di poesia e di rimandi: un viaggio tra due anime che si sciolgono man mano che si avanza nelle pagine.

Abbiamo avuto la fortuna di contattare l’autrice e di farle delle domande proprio sul suo romanzo. Vi riportiamo qui l’intervista.

Una Poltrona per Tre: Il suo romanzo si apre con la descrizione dettagliata di una grotta, al confine tra Italia, Austria e Ex-Jugoslavia. Leggendo le sue parole, sembra di trovarsi di fronte a una scenografia, un palcoscenico su cui stanno per salire le due protagoniste. Quanto è importante la connotazione geografica nel suo romanzo e nella sua vita?

Maria Zaffira Secchi: Molto. Questa è una terra che fino alla caduta del muro di Berlino alle sue spalle aveva un confine con la ex Jugoslavia: dunque un confine non qualunque; oltre c’era un altro mondo che per l’occidente significava pericolo. E prima è stata una terra di passaggio. Con un clima difficile e non una grande abbondanza. Tutte eventi che hanno contribuito a salvaguardare lo spazio e i paesaggi. A fare dei suoi abitanti personalità operose ,schive e guardinghe, un po’ ruvide e poco inclini all’ironia; ma estremamente affidabili e instancabili. Questa terra ho imparato ad amarla nel tempo, perché non è la mia terra di origine

(…quale poi sarà visto che ho vissuto in parecchi posti: Milano, Treviso, Cortina… di genitori uno milanese l’altra trevigiana… Ho vissuto sradicata da case e amici, con un lutto primigenio, le radici me le sono costruite da sola. Questo essere spesso straniera forse mi ha permesso di capire meglio)

Amo di questa terra gli spazi. Qui è ancora possibile non incontrare costruzioni o persone, l’antropizzazione tipica di questo tempo non l’ha ancora corrotta; ha una storia difficile che l’ha resa guardinga, i suoi abitanti sono diffidenti, solitari, operosissimi; severi e un po’ intimiditi dai sentimenti, dalle emozioni: hanno lavorato duramente e hanno visto passare tanti eserciti; forse mi somigliano, forse è una metafora …

Una Poltrona per Tre: Non conosciamo il nome delle due protagoniste: la Camminatrice e la Resistente si scambiano dei carteggi in cui si raccontano in forma di poesia o di prosa. Non sappiamo se si sono mai viste o incontrate; quello che emerge, però, è la descrizione di due personalità, due vite che potrebbero essere di chiunque. Che cosa rappresentano, allora, la Camminatrice e la Resistente?

Maria Zaffira Secchi: Direi che sono due anime… Mi sono chiesta: cosa potrebbero dirsi due donne solo cosi apparentemente diverse? Tutto mi son risposta. Tutto ciò che conduce alla gentilezza.

Le contraddistingue la RESPONSABILITÀ verso se stesse e verso il mondo. La ricerca che non è fatto naif delle “piccole cose” come rifugio; ma una vera e propria “altra dimensione” fatta di sviluppo delle percezioni, del guardare e trasformare quel che si osserva in una risorsa importante per stare al mondo. Sono diverse in quanto una vive come una pellegrina camminando, fermandosi talvolta per periodi in un luogo solo, a causa forse del clima. L’altra di fatto vive il quotidiano, lavora, ha figli, amori e amici.

Una Poltrona per Tre: I fiori, il blu, camminare, resistere, scrivere, poetare e sognare. Il suo romanzo è ricco di figure, immagini, suoni e profumi; è evocativo. Il testo sembra poter raggiungere chiunque e dare un’impressione differente a ciascun lettore e lettrice. C’è, però, un messaggio di fondo che vuole comunicare, raccontando le vite della Camminatrice e della Resistente?

Maria Zaffira Secchi: Mi piace pensare che possa arrivare a chiunque e che ci siano più piani di percezione: quello sensitivo fatto di profumi e immagini; e uno più “filosofico”, di severo giudizio per questo mondo, per questo stile di vita che ci vuole tutti interconnessi e proclama la comunicazione quando invece siamo tutti molto più soli e senza contatti reali. Ho voluto indagare la solitudine “affollata” di questo momento storico, quanto può risultare violento il mondo attorno se non ci si adegua a sue certe leggi. La dicotomia tra vincenti e perdenti secondo categorie che sembrano appartenere più a un mondo “virtuale” tanto più osservando la realtà economica/politica. Chi sono i vincenti oggi? e chi i perdenti? Queste due donne trovano una sorta di terza dimensione, fatta di osservazione attenta e di rispetto per la natura.

E la pratica della responsabilità e della gentilezza. Una vita empatica con il tutto per poterlo essere con l’ “altro” . Questo è un tempo di grandi cambiamenti, siamo solo all’inizio; è necessario attrezzarsi per poterlo affrontare: la consapevolezza di se’ può essere un buon modo per farlo.

 

Sito della Casa Editrice dove potete trovare il libro: Casa Editrice Le Mezzelane

Oppure potete incontrare l’autrice alla Feltrinelli di Padova il 6 ottobre. L’evento è qui.

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