Le bambine dell’Avana non hanno paura di niente

Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente

Bianca Pitzorno sa come si racconta un bella storia. Sa avvincere il lettore con una narrazione pulita, contraddistinta dall’uso di toni spesso ironici e da un ritmo veloce.
Sa come intrattenere il pubblico giovane, che tende all’impazienza e a una smisurata curiosità.  Se di solito i suoi fruitori non superano il metro di altezza, con il libro intitolato Le bambine dell’Avana non hanno paura di niente si rivolge a tutti, grandi e piccoli, per raccontare una storia vera.
È la storia di Cuba, la storia di un popolo che ha sempre vissuto tra conflitti e autoritarismi ma che non ha mai dimenticato la bellezza della semplicità. Attraverso tre autobiografie differenti, scritte da tre giovani cubane in periodi storici lontani tra loro e riadattate dall’autrice per creare questo bel libro, Cuba entra nel cuore di chi legge, descritta da punti di vista originali.
Se prima è la piccola creola Mercedes de Merlin a narrare la sua esperienza negli anni della Rivoluzione Francese, la seconda biografia appartiene a Renéee Mendez Capote,  figlia di Domingo Méndez Capote, uno dei personaggi più importanti della Repubblica nata nel 1902 (un anno prima della protagonista). Sin da bambina la piccola Renée ha vissuto in prima persona la vita pubblica del Paese facendosi testimone di importanti avvenimenti.
Infine tocca alla piccola Soledad Cruz Guerra, dalle origini più umili, che diverte il lettore con i suoi aneddoti sulla famiglia, ambientati durante gli anni della dittatura di Batista e poi durante la successiva Rivoluzione castrista.
Tra un capitolo e l’altro, Bianca Pitzorno contestualizza ogni vicenda con il resoconto degli eventi importanti accaduti nei tre periodi presi ad esempio e si fa lei stessa testimone della Cuba più recente, offrendoci una serie di spunti di riflessione sulla situazione attuale, che spesso (o quasi sempre) viene taciuta e manipolata dai media occidentali. E così assistiamo alla dominazione spagnola, a quella statunitense, alla dittatura di Batista, al colpo di stato di Fidel Castro, agli anni dell’Embargo e  a tutti gli avvenimenti storici più importanti grazie alle parole di una bravissima scrittrice, di una voce amica che ci racconta la verità dal proprio punto di vista.

La sua spiccata sensibilità per il mondo dell’infanzia e il suo legame con Cuba le hanno permesso di portare avanti questo interessante progetto e di divenire la narratrice perfetta per le storie delle coraggiose bambine dell’isola, esempi di una visione della vita ottimista e sincera, nonostante tutto.

 

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