Maus

maus

Maus è un graphic novel di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale e incentrato sulla tragedia dell’Olocausto.

L’opera è suddivisa in due parti: la prima, Mio padre sanguina storia, narra la difficile vita degli ebrei polacchi negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra; la seconda, E qui sono cominciati i miei guai, da un chiaro spaccato della vita dei deportati all’interno del campo di concentramento di Auschwitz.

Spiegelman interpone ai racconti del padre Vladek momenti autobiografici in cui il suo alter ego cartaceo chiede al proprio padre di narrare l’esperienza terribile della famiglia ai tempi della guerra. I personaggi dell’opera sono rappresentati non in forma umana, bensì in quella animale: così gli ebrei polacchi diventano topi, i nazisti gatti, i francesi rane, gli americani cani e i polacchi non ebrei maiali. Affrontare un tema così delicato con un fumetto sembra una scelta particolare, quasi un modo di svalutare la portata storica dell’evento; lo stesso autore, però, disegna sé stesso alle prese con dubbi e difficoltà morali, intimorito dalla possibilità di offendere la memoria  delle vittime. In realtà Maus ottenne un grande successo, al punto di vincere lo Special Award del Premio Pulitzer e ottenere molti riconoscimenti di un immane lavoro di illustratore e scrittore. I due capitoli sono stati disegnati e pubblicati per la prima volta nel 1989 e nel 1991 – in Italia rispettivamente nel 1989 e nel 1992.

Può un fumetto raccontare l’orrore? Può trasmettere quello che fu davvero l’Olocausto? Maus, a suo modo, riesce. Con le sue storie d’amore, con aneddoti terrificanti dei sopravvissuti, con storie di famiglie distrutte, di ricatti, di spie, di tradimenti. Riesce a trasmettere la paura di essere scoperti dalle SS, il freddo dei campi di concentramento, le sofferenze fisiche per le malattie e per la denutrizione; riesce a trasmettere la fame e la sete. Anche se i protagonisti sono animali, non c’è mai un momento in cui l’attenzione e la tensione possano essere sviate.

Così commentò Umberto Eco: “ Maus è una storia splendida. Ti prende e non ti lascia più. Quando due di questi topolini parlano d’amore, ci si commuove, quando soffrono si piange. A poco a poco si entra in questo linguaggio di vecchia famiglia dell’Europa orientale, in questi piccoli discorsi fatti di sofferenze, umorismo, beghe quotidiane, si è presi dal ritmo lento e incantatorio, e quando il libro è finito, si attende il seguito con disperata nostalgia di essere stati esclusi da un universo magico.”

2 thoughts on “Maus

  1. Ho letto Maus in terza media, perchè obbligato dalla professoressa di Geografia che, non molto attratta dalla sua materia e poco stimolata dai nostri insuccessi, a un certo punto decise di farci studiare prevalentemente la storia dell’Olocausto. Quella del fumetto ai tempi sembrò quasi una trappola, una scusa per indurre dei ragazzini a leggere una cosa che in realtà conteneva tutt’altro che le solite vignette divertenti, spiritose o avventurose…ma devo dire che nessuno dei miei compagni, una volta capito l’andazzo, si è tirato indietro. Spiegelman riesce a dare ai suoi gatti e topi quel tanto di umanità che basta per riconoscerli come personaggi di una storia realmente vissuta…e l’amarezza che li circonda è sempre percepibile, anche nei momenti di ironia.
    Alla fine ricordo che bene o male tutti rimanemmo molto colpiti da quel fumetto e sono quasi convinto che ancora molti dei miei ex-compagni conservino la loro copia (con un sacco di pagine staccate, perchè, non so come mai, a tutti è successo che dopo un po’ le pagine iniziassero a staccarsi da sole) nascosta in uno scaffale della libreria.

  2. è vero: un libro che tende a rompersi.. forse la rilegatura non è delle migliori, ma concordo con il commento precedente. Le immagini sanno esprimere molto bene certi messaggi e Spiegelman è davvero un maestro in questo. Rimarrà per sempre ben impressa nella mia mente la strada di campagna a forma di svastica, lanciata quasi come un messaggio subliminale..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.