Sarei stato carnefice o ribelle?

Sarei stato carnefice o ribelle, Pierre Bayard – Sellerio Editore

Pierre Bayard, scrittore e psicanalista francese, scrive un breve saggio in cui si pone una domanda che suona oggi ancora attuale. Sarei stato carnefice o ribelle? L’accademico parte dal presupposto che, oggi, molti di noi si dicono contrari alle idee del nazismo e ai fatti terribili del 900. Imbracciare le armi e scontrarsi con il nazismo, con intento di ribellione sembra essere l’unica soluzione.

Ma siamo sicuri che, effettivamente, in quegli anni saremmo stati ribelli? “Come sarebbe stata la mia vita qualora fossi nato, come mio padre, nel Gennaio del 1922 e se, come lui, mi fossi trovato immerso nella tormente della Storia?”.

Ecco allora la svolta e l’indagine sulla Resistenza e sulla resistenza, da una parte intesa come fenomeno storico e dall’altra come capacità di ribellarsi. Storia e psicologia si intrecciano, calandosi proprio in quegli anni, in determinate situazioni.

Si aprono quindi tante varianti: la paura della tortura, della delazione e della caccia all’ebreo; ma anche tanti stati d’animo: indignazione, empatia, paura, altruismo…

Così Bayard prova a calarsi nei fatti realmente accaduti, riportando documenti e avvenimenti reali, ma anche esperimenti psicologici e immedesimazioni, individuate nella cosiddetta personalità potenziale, ovvero il modo di reagire nelle circostanze di estrema violenza e stress che sperimentiamo nella nostra esistenza.

E dunque, ecco la decisione più difficile, meravigliosa e sconveniente di tutte: ribellarsi e reagire. Dire di no.

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