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A scuola ci viene insegnato che nel 1517 a Wittenberg, città universitaria sassone, un monaco affisse sulle porte un foglio contenente 97 tesi in cui si ponevano svariati quesiti circa principi e consuetudini cristiane, soprattutto si andava contro le indulgenze papali. Ad ogni azione corrisponde inevitabilmente una reazione e quella del mondo cristiano non si fece attendere innescando dinamiche inaspettate tra i potenti, ma anche tra i semplici cittadini europei. Andando oltre i testi scolastici possiamo davvero dire di sapere chi era Lutero e se la sua figura si esaurisce in quella descritta in essi? E soprattutto la storia racconta le lotte tra i regnanti, tra chi si contende, alla luce del sole, il potere ma quali sono i destini dei credenti, dei combattenti, di coloro che si aggirano nell’ombra?

Luther Blissett si occupa di dare a Lutero e alla valanga inarrestabile, che ha causato in Germania e in quasi tutta Europa, un nuovo punto di vista, quello popolare: il lungo e doloroso ricordo del protagonista comincia quando le dispute teologiche sono all’ordine del giorno in Germania, quando Lutero comincia a “nascondere la mano” dopo aver lanciato un sasso enorme, quando altri pensatori urlano nelle campagne promulgando un’uguaglianza temporale e anche spirituale. È Thomas Muntzer, soprannominato Magister, a stregare con le sue parole il protagonista e a dare il via alla sua intricata vicenda, facendolo suo braccio destro nelle predicazioni come nel combattimento; egli dopo la Battaglia di Frankenhausen cadrà vittima dei Lanzichenecchi di lui resterà solo un sacco pieno di lettere, contenenti le informazioni ingannevoli, firmate Q. Una firma che torna con insistenza e costanza nella vita del nostro eroe: c’è quella semplice consonante dietro il massacro di Münster, dietro lo smascheramento della truffa ordita ai danni dei Fugger e dietro tutte le morti dei suoi compagni. Il protagonista cambia continuamente, forzato dagli eventi, luogo, professione incontrando le persone più disparate (tutte realmente esistite) e anche nome, il penultimo è Ludwig Schaliedecker : è quello della maturità, quello dell’uomo d’affari veneziano che forte della sua vita passata cercando di scoprire chi sia Q, primo e unico traditore di ogni sua causa, e quale mente abbia mosso la sua mano per così tanto tempo non ha più niente da perdere ma tutto da capire.

Se qualche riga fa ci siamo chiesti chi era Lutero e quali altri personaggi erano nati, e anche tragicamente scomparsi, chi era Q ora ci dobbiamo fare un’altra domanda: chi è effettivamente Luther Blissett? Se ai più sfegatati e attenti tifosi di calcio venisse in mente il centravanti giamaicano in forze al Milan negli anni ‘80 dico subito si sbagliano, e non è nessun’ altra persona in carne ed ossa dal momento che si tratta di uno pseudonimo nato per contenere il lavoro di un gruppo di artisti, definito da loro stessi “nome multiplo sotto il quale agisce programmaticamente un nucleo di destabilizzatori del senso comune”. Il progetto in Italia inizia nel 1995 e comincia prendendosi gioco dei mass media con scherzi ai danni, per esempio, della Mondadori e di Chi l’ha visto e per poi pubblicare il suo primo romanzo, proprio questo, nel 1999; dalla sua costola bolognese nasce poi un altro pseudonimo Wu Ming, composto in questo caso da veri nomi e cognomi, più prolifico letterariamente parlando.

Autore non convenzionale a parte penso che il romanzo sia molto ben strutturato, articolato nel tempo e nello spazio, effettivamente degno di nota. Il tocco speciale è quell’incredibile profondità d’analisi che riesce a trasmettere il senso di tutto: a farti ascoltare dal vivo la disputa tra Melantone e Carlostadio, a farti sentire la paura nel fuggire, la foga nel combattere, la fatica nel vivere ed infine a farti desiderare la vendetta.

Questo libro mi ha scatenato molti sentimenti : sono stata delusa da Martin Lutero che in qualche modo credevo essere un grande innovatore puro, uno dei pochi che ha tentato di allentare il giogo ma che per poca convenienza si è “venduto”; mi sono vergognata per quei membri della Chiesa che per riuscire a mantenere intatta la propria “casa” e servire un credo hanno sacrificato tutto, in primis il rispetto per l’altro; affranta, con le lacrime agli occhi ho contato i morti su campi di battaglia e quelli tra le vie di Münster e ho pianto la bassezza umana. Ma soprattutto Q mi ha ricordato e rinforzato una convinzione: i libri, un’invenzione ormai antichissima, in grado di cambiare il mondo, smuovere le coscienze, fare pensare e per questo spaventare a morte chi detiene il potere sono un bene preziosissimo, l’unico capace di dar forma alle idee!

Infine a margine voglio annotare dei “consigli per l’uso” (non voglio spaventare nessuno): in primo luogo Q richiede un po’ più di spazio di un normale libro nello zaino, ma sebbene sia corpulento, cosa che a prima vista può scoraggiare, non è per niente da evitare, anzi… In secondo luogo, lo dico per esperienza personale, sappiate di non avere tra le mani uno di quei libri da lasciare sul comodino e riprendere un po’ alla volta, non è una lettura in cui addentrarsi se non si ha tempo da dedicarle non perché sia necessaria una particolare conoscenza o chissà quale genio infuso, ma perché la trama richiede una certa costanza per evitare di perdersi; infatti, io solo a metà sono riuscita a buttarmici a capo fitto e se prima arrancavo nella lettura poi ho trovato la seconda parte estremamente interessante e coinvolgente (errore mio!).

Lo consiglio a tutti, soprattutto agli storici, ai dietrologisti e a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di valido!

“Io sono un libraio, vado in giro, vedo un sacco di gente, vendo i libri, scopro talenti nascosti sotto le montagne di carta…io propago idee. Il mio mestiere è il più rischioso del mondo, capito? Sono responsabile della diffusione dei pensieri, magari di quelli più scomodi. … loro scrivono e stampano, io diffondo. Loro credono che un libro valga in sé e per sé, credono nella bellezza delle idee in quanto tali. … un’idea vale se viene diffusa nel posto e nel momento giusti, amico mio. “ (pag. 394)

4 thoughts on “Q

  1. Un libro bellissimo sotto tutti i punti di vista: storia, personaggi, intreccio… Mi sono appassionato fin da subito: una volta che entri nel meccanismo, ne esci a fatica.

    C’è stato anche un seguito (Altai): molto bello, ma non raggiunge il livello di Q. Un libro che consiglio a tutti, ottimo per l’estate!

    Secondo me sarebbe materiale ottimo per una serie tv o film!

  2. Dani tu sono anni che promuovi questo libro! ghgh

    E dopo questa bella recensione.. mi sono finalmente convinto, lo leggerò !

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