Zero Chi?

ZEROCALCARE

Negli ultimi tempi il mondo dei fumetti sta vivendo una rinascita: si sono affermate nuove firme degne di rispetto e nuove case editrici che si dedicano unicamente a questo settore, rendendolo così vivo e attivo. Io voglio parlare, in particolare, di una sola di queste nuove firme: Zerocalcare, lui ha una storia diversa, figlia degli anni 2000: le sue strisce compaiono prima sul web, riscuotono successo e solo allora si trasformano in inchiostro su carta vera e tangibile.

Di lui si sa poco: sicuramente che è di Roma, che ora ha 30 anni, dal momento che dell’uscita del suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, rigorosamente autoprodotto, aveva 28 anni e che in passato ha collaborato con molte riviste, anche importanti, che poi però hanno puntualmente chiuso (solo due esempi: la pagina delle illustrazioni di Liberazione e il mensile XL di Repubblica).

A “La profezia dell’armadillo” nel 2012 è seguito “Un polpo alla gola”, ma nonostante la nuova identità editoriale Zero non ha abbandonato nè il web nè il suo blog anzi…nell’ultimo anno ogni due lunedì ha pubblicato, o meglio postato, una nuova striscia (più o meno corta) da cui pochi mesi è nato l’ultimo inaspettato successo di “Ogni maledetto lunedì su due”, edito dalla Bao Publishing, che altro non è che la raccolta ordinata di tutte le strisce del blog disposte in modo da formare una storia con un filo narrativo. In appena due giorni il libro ha venduto così tanto da infilarsi nella classifica nazionale e le 20.000 copie stampate sono andate esaurite nell’arco di una sola settimana. Allora perchè chiamarlo “successo inaspettato” (forse anche insperato) se è palese, anche sbirciando i post su facebook, che il popolo di giovani internauti stima e apprezza il suo lavoro? Proprio perché poteva non sembrare una mossa molto furba stampare su carta e far pagare i post di un blog che lì sono rimasti e che continuano ad essere leggibili gratuitamente, ma a quanto pare l’affetto della gente verso il libro fisico continua sopravvivere e a sbalordire gli stessi editori.

Cosa ha reso Zerocalcare un fumettista tanto apprezzato, anche da chi come la sottoscritta non è solita tenere tra le mani un libro coi baloon (nel mondo dei fumetti ho un solo grande amore: i Peanuts)? A mio avviso ha due grandi punti di forza: la capacità, quasi sconcertante, di saper raccontare così bene e in modo tanto ilare il mondo, attraverso poche parole che in un attimo riescono a dire tutto, di noi più o meno trentenni, di quella generazione che è cresciuta con le tartarughe ninja, è passata al game boy alle scuole medie ed è finita davanti al pc alle superiori-università intenta a trovare un lavoro decente, anche appagante nel migliore dei sogni. Ma più di tutto io amo le stravaganti coscienze di Zero perché se ognuno di noi ha dentro più personalità, le famose vocine interne, pochi hanno provato ad immaginare che tipo di sembianze potrebbero avere e uno di questi è il nostro amico fumettista che ha disegnato: un armadillo per la sua coscienza, quella ufficiale, david gnomo per quella ai tempi dell’infanzia, Vandana Shiva per l’animo ecologista che ogni tanto si fa vivo, Terrence Mallick per quella artistica, etc …e non finisce qui. Infatti, le personificazioni si estendono anche ai personaggi veri, realmente parte della vita dell’autore: che dire della madre che diventa una gallina, del padre un’oca (uguale a quella di kung fu panda), il ragazzino delle ripetizioni Blanka (uno dei protagonisti del video gioco streetfighter)? Tutti semplicemente geniali!

Conoscevate già Zerocalcare e qui non avete letto niente di nuovo? Vi ho aperto la porta su una realtà che non conoscevate e che vi stuzzica? Beh in entrambi i casi vi do un consiglio per questo weekend e per quelli a venire: domenica 16 Giugno alle ore 16 al museo del fumetto di Milano (ebbene sì esiste un museo del fumetto a Milano, in viale Campania per la precisione!) si apre una mostra dedicata proprio a Zero e alle sue strisce, e all’inaugurazione sarà presente proprio lui in persona…una preziosa occasione per vedere quanto effettivamente sono grosse le sopracciglia e se davvero non riesce ad uscire di casa senza la sua inseparabile maglietta nera col teschio al centro.

Mi raccomando non c’è tempo da perdere perché dura solo fino al 31 luglio, segnate la mostra sull’agenda e non fatevela sfuggire!

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