Revival

tendone revival stephen king

Chi conosce bene Stephen King e le sue opere, si ricorderà certamente dei personaggi cattivi dei numerosi romanzi; si ricorderà, soprattutto, della maestria del re dell’horror nel descrivere le personalità, al punto da sentire vivi e provare odio (o paura).

Da Randall Flagg a It, passando per il Re Rosso, essi hanno rappresentato al meglio le forze del Male, contro cui combattono protagonisti eroici, anche se umani. L’intensità delle vite raccontate è tale da entrare sempre in sintonia, da sentirli vicini e amici (o nemici).

In Revival si riconosce subito questo stile: Jamie Morton scrive in prima persona e racconta la sua vita, di come sia cambiata da quell’incontro con il pastore Charles Jacob. Il primo approccio è l’ombra di Charles che avvolge Jamie: un’ombra che non lo lascerà mai più. Il pastore subisce un trauma devastante nel corso della sua vita: perderà la fede e si dedicherà a degli esperimenti con un’energia misteriosa che va ben oltre le conoscenze umane, in grado cioè di aprire misteriose porte su mondi che l’uomo non ha mai visto.

Jamie Morton cresce, scopriamo il suo primo amore, la sua passione per la musica, le amicizie e i gravi problemi con la droga. Il suo destino si incrocerà nuovamente con Charles.

La prima parte del romanzo, come da titolo, è una grossa pagina nostalgica di un’America degli anni ’70 che ormai non esiste più. King avanza a colpi di canzoni e rock, riportando la mente a una realtà ristretta, come quella di un piccolo paesino americano, lontano dalle grandi metropoli. Lo sprint finale, che lasciamo scoprire ai lettori, soddisfa sicuramente, anche se ci si arriva dopo molte pagine di uno sguardo rivolto al passato.

Il romanzo è adatto per una lettura estiva: scorrevole nonostante le 500 pagine. Si inserisce però nella serie di racconti che non imprimono un segno particolare. I cattivi – in questo caso umani – che si ricordano sono ben altri, di ben altro spessore.

Restano interessanti le tematiche, la scrittura (come sempre) e questo Revival di una vita trascorsa che si avvia verso la fine, con un tocco nostalgico che colpisce. Ancora di più di alcune scene horror, sempre all’altezza del Re.

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