Saga. Una favola fantasy in una galassia lontana lontana

Saga

Sullo sfondo, due popoli in guerra da tempo immemore, un conflitto planetario che abbraccia ormai l’universo intero. In primo piano, l’amore proibito tra due disertori, una famiglia in fuga e un neonato conteso. In mezzo, improbabili creature aliene, cacciatori di taglie intergalattici, principi robot e molto, molto altro ancora. Questo, a grandi linee, il nucleo narrativo di Saga, l’epopea Sci-Fi di Brian K. Vaughan e Fiona Staples diventata in breve tempo un caso editoriale, una favola oscura che ha fatto incetta di premi e ha riaffermato la Image Comics come fucina di talenti del fumetto USA. Ammettiamolo, non la più originale delle storie, eppure, nelle mani dei due autori – lui, pluripremiato sceneggiatore di fumetti e serie tv (Lost vi dice nulla?); lei, giovane e promettente disegnatrice, astro nascente nel comicdom americano – questo semplice spunto diventa il pretesto per un incredibile viaggio nella fantasia più pura, a riaffermare il concetto, se ancora ce ne fosse bisogno, che una buona storia non sta solamente nelle vicende narrate, ma anche e soprattutto nel come la si sa raccontare.

Dipinta a vivide pennellate fantasy e raccontata con l’afflato poetico del grande poema epico, Saga è infatti ben più di una moderna Romeo e Giulietta sparata nello spazio profondo o di una cartacea Star Wars tutta giocata in famiglia: la sua sorprendente bellezza, sempre in equilibrio tra il fantastico e il realistico, consiste piuttosto nell’ipnotica fascinazione esercitata dalla miriade di invenzioni visive e narrative che ne costellano la trama (ora divertenti, ora invece spaventose e perturbanti); quella capacità di trascinare sin da subito il lettore in un mondo altro, tanto diverso da rendere tutto possibile, ma in fondo, poi non così dissimile da non trovarvi riflessi gli stessi mali che affliggono il nostro: la guerra, la paura del diverso, lo sfruttamento. Insomma, non la solita semplicistica opposizione tra bene e male tipica di molte opere di questo genere, ma un intreccio articolato e complesso, che dipanandosi dall’incontro/scontro tra personaggi spinti da intenzioni, desideri e visioni completamente differenti, finisce per svelare, dietro al velo della creazione narrativa, l’ineluttabile ruolo del caso nelle vicende di ogni essere vivente, attore non sempre protagonista della propria piccola storia personale.

Ma Saga non è solamente un’ode alla fantasia più sfrenata. Rispondendo all’odio di una guerra sempre presente con l’amore eroico, ancorché stupido e temerario, di un padre e una madre per la loro piccola e innocente creatura, è anche e soprattutto un inno alla creazione in senso lato, che celebra la vita e la sua difesa come unica arma contro i predicatori di morte e distruzione. E non è quindi un caso che l’opera inizi proprio con un parto che, oltre a dare il benvenuto ad Hazel (la piccola attorno a cui ruotano le vicende, nonché significativamente voce narrante del fumetto), rappresenta la nascita di un’idea nuova, sovversiva e pacifista, che dalle pagine di un romanzo rosa da due soldi rischia di portare i semi della rivoluzione ai quattro angoli della galassia.
Eppure forse, al di là di qualsiasi possibile interpretazione, la grandezza dell’opera di Brian K. Vaughan e Fiona Staples sta nel riuscire a essere una sola cosa soltanto: una Saga con la S maiuscola, dalla prima all’ultima pagina.

 
Edizione originale: Image Comics (2012 – in corso): 24 numeri.
Edizione italiana: Bao Publising (2012 – in corso): 3 volumi.


Premi
(fonte Wikipedia):

Eisner Awards 2013: Best Continuing Series, Best New Series and Best Writer.
Hugo Award 2013: Best Graphic Story.
Harvey Awards 2013: Best Writer, Best Artist, Best Color, Best New Series, Best Continuing or Limited Series, Best Single Issue or Story.
Eisner Awards 2014: Best Painter/Multimedia Artist, Best Writer, Best Continuing Series.

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