World war Z

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Un virus si espande velocemente per il mondo e, con un rapido contagio, trasforma milioni di uomini e donne in zombie, al punto da scatenare una guerra mondiale. Questa volta, però, l’umanità si unisce per combattere la minaccia che potrebbe cancellare il predominio dell’uomo sulla Terra.

Brooks, sotto l’influenza e i consigli di Romero e l’aiuto di esperti del settore, costruisce il diario della piaga zombie, raccogliendo testimonianze in tutto il mondo, dalla Cina all’America, dalla Russia all’Artide. Una lunghissima galleria di personaggi, di uomini comuni, di eroi, di soldati, di sopravvissuti, di politici; tutti uniti per un unico obiettivo: annientare la minaccia zombie: una vera e propria marea di non morti che non conoscono tregua, non conoscono morte e desiderano soltanto sopire il loro bisogno biologico di mangiare carne.

La narrazione scorre veloce, segmentata in tantissimi episodi e testimonianze: si entra subito nell’azione, con il primo contagio che parte da una zona remota della Cina. L’azione non manca mai, ma allo stesso tempo Brooks si interroga sul comportamento umano in situazioni estreme e riesce a dipingere in pochi tratti le differenze che contraddistinguono le numerose tradizioni dei popoli.

World war Z si può considerare un romanzo epistolare; grazie a questa particolare struttura l’interesse cresce man mano che si avanza con la trama, sapientemente disposta in ordine cronologico. I fatti narrati, descritti dai molti punti di vista, vengono filtrati in modo realistico e si rimarca spesso come l’America – e gli americani – abbiano una visione individualista e, a tratti, di superiorità rispetto al resto del mondo.

Dalla descrizione di viscere, corpi mutilati, zombie vaganti e desiderosi di carne, si passa facilmente a pensieri più profondi, che non coinvolgono un gruppo di persone della stessa etnia, ma abbracciano l’umanità intera, che, costretta a unirsi, trova comunque difficile condividere gli stessi ideali.

Il libro si legge con piacere e, per chi avesse già gli occhi pieni di zombie con The Walking Dead et similia, non c’è da preoccuparsi: lo stile epistolare rappresenta una piacevole novità.

L’anno prossimo uscirà nelle sale il film tratto dal libro; è ancora presto per i giudizi, ma il trailer, visto in anteprima, sembra dare più risalto alle immagini eclatanti di fiumane di zombie, lasciando, oltretutto, un solo protagonista (Brad Pitt). Ne sapremo certamente di più all’uscita della pellicola.

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