Alien

Locandina originale di Alien (1979)

Il 22 Giugno 1979 venne proiettato per la prima volta nelle sale americane Alien. Al momento della scena più famosa del film, la nascita dell’alieno, gli spettatori saltarono sulle poltrone.

“La scena fu memorabile, inedita. Nei cinema, durante la premiere, fu un momento straordinario”.

John Hurt, interprete di Thomas Kane

Così ricordava quel giorno John Hurt, che interpretò Thomas Kane, il capitano della nave Nostromo, da cui l’alieno uscì dal petto.

Alien fu l’exploit decisivo di Ridley Scott, alle prime battute. Il film segnò gli inizi della carriera di Sigourney Weaver, interprete di Ripley, la protagonista assoluta del film.

Per il genere, fu sicuramente una svolta.

Il mondo di Alien si staccò decisamente dall’ideale di fantascienza fino ad allora conosciuto: non più asettico, ma claustrofobico, affollato. Un mondo vero, chiuso negli interni dell’astronave Nostromo.

Sigourney Weaver, in alcune delle sue interviste, raccontò come il confronto con l’alieno fu una cosa totalmente nuova e vera, perché dentro il costume c’era un attore, un’intelligenza da rispettare e da affrontare.

Lo stesso Ridley Scott pretese elementi visuali veri, credibili, per un’opera straordinaria e unica. La qualità dei set fu infatti ineccepibile: la nave Nostromo fu ricreata in scala 1:1, con uno stile che rimandava alle fabbriche della Rivoluzione Industriale, sporche e cupe. Dalla sceneggiatura ai costumi, tutto doveva riportarsi a questo stile e i protagonisti dovevano essere “camionisti nello spazio”, come li definì Scott.

Lo xenomorfo Alien fu ideato dallo svizzero Hans Ruedi Giger. Scomparso nel 2014, oggi tutta la sua opera è ricordata nel Museo HR Giger a Gruyères, in Svizzera. La moglie Carmen Giger è la direttrice.

Il rapporto di Giger con Alien iniziò quando i set erano già pronti. A Giger venne data carta bianca, inizialmente per creare le uova dell’alieno. Poi pensò anche alla creatura: la realizzò in una notte, nel giro di un paio d’ore.

Tra le immagini più memorabili, ricordiamo il pilota alieno nella sua cabina di pilotaggio, imprigionato e posseduto da Alien.

Giger Art Work - Original
Il pilota alieno posseduto da Alien.

Il percorso creativo di Giger iniziò a 5 anni, quando visitò con la famiglia un museo egizio e rimase folgorato e spaventato da una mummia di una donna. Allora, fuggì dal museo; successivamente ritornò più volte e prese ispirazione per le sue creature. La morte, il corpo femminile e le ossa furono gli elementi di ispirazione, calati nella civiltà egizia (come per esempio, la raffigurazione laterale delle teste umane).

Oltre alla civiltà egizia, Giger si ispirò al mondo di Lovecraft, leggendo tutte i libri e le biografie sull’autore, al punto da intitolare il proprio libro “Necronomicon”, così come lo pseudolibro dell’autore statunitense, firmato Abdul Alhazred.

Giger creò quindi la struttura ossea e ci aggiunse le parti in metallo meccaniche, dando vita allo xenomorfo più famoso di Hollywood.

Fu grazie allo sceneggiatore Dan O’Bannon che Giger entrò nel progetto Alien. In precedenza, Giger aveva partecipato al film Dune di Jodorowsky, che però non venne mai realizzato.

O’Bannon diede il libro di Giger a Ridley, per convincerlo a portarlo nel team. Il regista apprezzò  molto e suggerì di eliminare gli occhi dagli alieni disegnati da Giger, per renderli ancora più crudeli.

Giger work art
Lo xenomorfo prima e dopo la richiesta di Scott.

Tra Giger e O’Bannon ci fu subito intesa, perché la scrittura dello sceneggiatore ricordava quella di Lovecraft. La scena madre, in cui durante la colazione l’alieno “nasce” dal petto di Kane, fu girata in una mattina: il cast sapeva che cosa sarebbe successo, ma non sapeva come la scena sarebbe andata. Intorno a loro, infatti, erano state collocate delle capsule di sangue e per rendere ancora più veritiera la carne umana, venne utilizzata la membrana di agnello.

Il film vinse l’Oscar per i Miglior Effetti Speciali, premiando Giger e Carlo Rambaldi, che progettò le parti meccaniche dell’alieno.

Alien proseguì il suo successo con numerosi sequel, cambiando la regia tutte le volte (il secondo capitolo venne affidato a James Cameron, il terzo a David Fincher e il quarto a Jean-Pierre Jeunet). Ridley Scott riprenderà il progetto con Prometheus, un prequel, e Alien: Covenant, ulteriore sequel. Alien vivrà anche in altri film crossovers, mescolandosi con Predator, in fumetti e libri, creando un vero e proprio franchising.

Quaranta anni sono tanti, ma Alien gode ancora di un fascino unico, restando pietra miliare del genere e segnando la storia del genere fantascienza, trasformandolo in un thriller-horror unico.

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