Una mamma per amica – la reunion

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Un venerdì sera atteso da mesi, fin dalle prime indiscrezioni che annunciavano il ritorno di “Una mamma per amica”, o meglio delle fantastiche, chiacchierone e caffè dipendenti Gilmore girls.

Noi fan eravamo convinte di aver detto addio per sempre a Stars Hollow… E invece eccoci qui a distanza di 9 anni con un intero weekend a disposizione per incontrare belle comode sul divano, con coperte e junk food (proprio come suggerito dalle protagoniste) la coppia mamma-figlia più amata della tv.

Venerdì 25 novembre i nostri fidati amici di Netflix hanno caricato le nuove puntate di quella che è stata una serie cult per tantissime ragazze tra il 2000 e il 2007; quattro episodi, partendo dall’inverno e passando per le quattro stagioni, raccontano cosa è successo dopo: dopo Yale, dopo la festa di arrivederci per Rory, pronta a brillare nel difficile mondo del giornalismo americano, dopo il ritrovato amore tra Luke e Lorelay, dopo l’addio tra Logan e Rory… insomma dopo!

A suo tempo, come tutte: ho amato Lorelay Gilmore, la sua forza nell’affrontare una vita dura senza mai perdere sorriso e speranze, ho invidiato Rory Gilmore per la sua carriera scolastica e per l’affetto della cittadina in cui è cresciuta, ho odiato la nonna Gilmore sinonimo di rigidità e apparenza, ho tifato per Jess e poi per Logan… chiedevo solo la possibilità gustarmi i risultati di tante traversie.

Quindi: attesa tanta e aspettative tantissime! Risultato lunedì mattina: una mesta delusione!

Queste quattro nuove puntate non mi hanno davvero fatto emozionare, purtroppo. Analizzando a mente fredda sicuramente bisogna fare i conti con l’età (forse l’arrivo degli enta mi ha resa più esigente?), poi c’è il fatto che gli episodi sono lunghi, addirittura un’ora e mezza l’uno. Una tale durata mi aveva fatto pregustare tante chiacchiere, racconti di vittorie professionali e di delusioni amorose e soprattutto mi aveva fatto desiderare di re-incontrare gli stravaganti personaggi che abitano questa immaginaria cittadina nel Connecticut e invece purtroppo ho avvertito, troppo spesso, la difficoltà a riempire i buchi. I minuti scorrono ma la sostanza è poca, nella terza puntata gli autori sono dovuti addirittura ricorrere a un ridicolo musical che si presenta come nient’altro che un tappa buchi, un escamotage per allungare il brodo.

La Stars Hallow naif a cui ero tanto affezionata non è più protagonista; infatti, manca la sua spensieratezza che ha lasciato il posto alla malinconia: è vero Richard Gilmore, il nonno, è morto e quindi un’aura di tristezza avvolge la famiglia, ma qui si esagera! L’involuzione dei protagonisti è eccessiva, si sono allontanati troppo dai loro binari originari: Rory si è trasformata un po’ in una sfigata, senza un vero fidanzato, senza lavoro con ben pochi articoli nel suo palmares (una fallita a soli 32 anni), per non parlare dell’intransigente Emily che è stata sostituita da una donna buona ed amorevole con i suoi sottoposti proveniente da un universo parallelo.

Ben inteso stiamo parlando di uno dei miei miti televisivi (i maschi rideranno, ma è così!), quindi è veramente duro da accettare, ma dopo essermi fatta la scorpacciata di episodi mi dispiace ammettere una dura verità, che credo accomunare molti prequel e sequel usciti negli ultimi anni: autori televisivi nessuno vi costringe, nessuno vi obbliga a riproporre i vostri personaggi!!! Perché anche tu Amy Shermann- Palladino hai fatto questo errore???

Tra l’altro che reunion è se metà dei personaggi si palesano solo per pochi minuti (o per pochi secondi come Dean e Sooki)?

Vabbè sarete contente nel sapere che c’è anche una nota positiva, che non mi ha fatto pentire del tutto delle 6 ore spese davanti alla tv: l’autunno!

L’ultima puntata sarebbe potuta bastare! Qui c’è tutto: la città, la nostalgia della crescita e della vita (con le relative responsabilità) che cambia, le pazzie nello stile brigata della vita e della morte , la musica, la coralità,  l’amore, lo scontro generazionale da una parte e l’indissolubile rapporto che unisce questa coppia di giovani donne. Insomma avrebbero potuto risparmiare un po’ di dollaroni e concentrare l’attenzione su una sola ora di show.

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