M – Il figlio del secolo

Libro Scurati - M il figlio del secolo con fascetta Premio Strega 2019

Un colossale romanzo per raccontare la vita di Benito Mussolini, iniziando dal 1919, anno di fondazione dei Fasci italiani di combattimento. Antonio Scurati scrive la storia di Mussolini, senza prendere posizione e il suo lavoro comprenderà 3 volumi totali (il primo, M. Il figlio del secolo termina nel 1924 con l’omicidio di Giacomo Matteotti).

Nel romanzo, Scurati non prende mai posizione, pur essendo antifascista. Il suo obiettivo, però, è quello di riportare a terra il fascismo, raccontando in maniera dettagliata gli eventi storici. Ogni capitolo, infatti, riporta i documenti storici come lettere, telegrammi, dichiarazioni in Parlamento e articoli di quotidiani.

Non mancano piccoli interventi della fantasia dell’autore, soprattutto nelle riflessioni solitarie e personalissime dei protagonisti, Benito Mussolini o Gabriele D’Annunzio. È però innegabile il lavoro enorme di Scurati sulla documentazione raccolta, che lo ha portato a scoprire la vera natura del fascismo e a colmare quei vuoti che oggi riempiono le discussioni politiche.

Ci si immerge facilmente in quegli anni, nelle tensioni sociali e nei meccanismi di una borghesia salottiera che condanna le rivolte socialiste e si arma con il braccio violento fascista, dando poi spazio all’ascesa di Mussolini. Il tempo declinato al presente rende ancora più storico il romanzo, senza sbavature romanzesche. Senza la presenza dell’autore onnisciente, non esiste quindi una lettura a posteriori dei fatti, cioè non c’è giudizio su quanto accade, conoscendo i risultati del Ventennio della dittatura fascista.

La parabola violenta dei primi anni sarà la chiave che ribalta tutto, perché  lo stesso Mussolini pensò di abbandonare la scena politica, visti i primi durissimi fallimenti. Si arriva quindi all’assassinio di Giacomo Matteotti, apice della violenza squadrista.

Su M si muovono già le prime ipotesi di serie tv o di film. Antonio Scurati, fresco vincitore del Premio Strega per questo romanzo, non teme una fascinazione: l’autore non pone giudizio, ma i fatti messi in ordine e documentati sono già di per sé una chiave di lettura del periodo più buio dell’Italia.

Giudizio dell'autore:

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