Tutta colpa delle donne?

Come sfatare il mito della super mamma nel 2022

Quando Alice Brioschi mi ha consegnato “Non sei il tuo senso di colpa”, il saggio dedicato alla maternità curato da lei per Prospero Editore, non ho dubitato nemmeno per un secondo di poterlo leggere. No, non ho figli. E no, non mi reputo una persona particolarmente materna.

Il titolo mi ha subito ricordato, purtroppo, una buona fetta della mia esistenza, quella legata al senso del dovere, che ho sviluppato in maniera ingombrante, e all’immagine che spesso le persone si fanno di me. Non di me in quanto Cristina, ma di me in quando donna, persona di genere femminile, madre o non madre.

Troppe volte mi sono sentita chiedere “ma… figli, no?”, oppure mi sono sentita giudicata per un modo di fare, di parlare, di vestire che magari non era consono con quello che chissà chi ha stabilito che lo sia. E il senso di colpa è sempre lì, in agguato, a chiedermi di fare meglio, di vestirmi meglio, di parlare da signorina, di non essere maleducata, di prendere in considerazione il miracolo della vita…

Anche solo il fatto di leggere un libro che parla di maternità pur non avendo figli risveglia il senso di colpa. Di colpa per cosa, esattamente? E perché devo specificare di non avere figli, o di averne? Io sono io, punto. Poi arriva il resto.

E questo è il più grande insegnamento che il saggio, curato da Alice e arricchito dalle testimonianze di sei donne che con la maternità hanno o hanno avuto a che fare per motivi personali e professionali, mi ha lasciato.

Il mito della super mamma è un danno sociale, una lente che distorce tutte le esperienze di noi donne (madri o non madri) e che spesso ci trae in inganno portandoci a spersonalizzarci in funzione degli altri: che siano i figli (che poi, mica ce lo hanno chiesto loro di annullarci), i colleghi, i compagni e le compagne, gli amici e le amiche.

Perché leggere questo libro?

È naturale voler diventare madri? Dobbiamo dedicare tutto il nostro tempo ai figli? C’è un momento e un modo giusto per procreare? Che cosa si aspettano gli altri da me? Quali strumenti userò per il benessere del mio bambino? Che mondo lascerò in eredità alle nuove generazioni? Come rendere le mie passioni una risorsa preziosa?

Queste sono le domande da cui partono le sette riflessioni di Alessia Dulbecco, Sara Baggetta, Martina Borsato, Sara Ghirelli, Marta Granata, Martina Celegato e Alice Brioschi che hanno trasformato la loro esperienza in un percorso di racconto e condivisione.

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