Roma

Wallpaper Roma Alfonso Cuaròn

In Roma, prezioso affresco del quartiere Colonna Roma di Città del Messico negli anni ’70, l’acqua è elemento fondamentale e rivelatore.

Fin dalla prima inquadratura, Cuarón lo rivela mostrando un pavimento – la terra – che viene pulito con delle sechiate di acqua; nel riflesso, vediamo un aereo in cielo. Ecco la dicotomia che accompagnerà tutto il film: tra la terra e il cielo, tra le differenti condizioni sociali – all’interno della stessa famiglia e nei moti di protesta degli studenti negli anni settanta in Messico, repressi con violenza dallo Stato, gli espropri da parte dei ricchi proprietari terrieri contro i contadini.

La vicenda narrata prende piede dai ricordi biografici dello stesso regista: protagonista assoluta è però la domestica Cleo, che si occupa di tutte le faccende della famiglia composta da Sofia, il marito Antonio e 4 figli.
Una fotografia eccellente, la scelta del bianco e nero sono gli strumenti scelti da Cuarón per formare questo splendido affresco diviso in due nette parti, che non si possono mai unire, anche là dove sembrano esserci avvicinamenti. Le vicende drammatiche che colpiscono la vita di Cleo mettono in mostra un mondo cinico e spietato, anche là dove dovrebbe esserci solidarietà tra pari. Fermín, giovane ragazzo, ha un rapporto sessuale con Cleo, ma presto l’abbandona, una volta saputo che è incinta.

È ancora l’acqua a essere protagonista, quando a Cleo si rompono le acque in un negozio che vende culle, mentre la macchina da presa fa una lunga carrellata orizzontale inquadrando i disordini sociali all’esterno – la rivolta degli studenti viene repressa in maniera violenta.

Il dramma del parto stravolge Cleo, che entra in un mutismo completo, interrotto soltanto dall’azione salvifica dell’acqua – nuovamente protagonista alla fine del film. Cleo matura nel suo dramma e trova il coraggio di dire apertamente il suo sentimento, il suo volere. Cleo è l’unica a potersi muovere tra i due mondi, tra la terra e il cielo, collegando due realtà inconciliabili; è l’unica ad avere un equilibrio e a leggere il mondo – alto e basso; lo si vede anche nella lunga scena nel campo di allenamento: Cleo è l’unica che riesce a mantenere la posizione mostrata dal maestro e professor Zovek.

Le inquadrature con macchina da presa fissa, le lunghe carrellate e una fotografia studiata danno un valore importante estetico all’opera filmica. Non mancano le simbologie, come i continui passaggi di aerei in cielo nei momenti chiave e la scena finale, dove Cleo, da pianterreno, sale al tetto per stendere i panni, verso il cielo. La macchina da presa diventa elemento cardine della narrazione, del mostrare ciò che è invisibile. Registicamente perfetto, Roma è candidato come Miglior Film Straniero agli Academy (per il Messico), ha vinto il Festival di Venezia 2018 e Miglior Regia e Miglior Film Straniero ai Golden Globe. (È disponibile anche su Netflix).

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