Festival di San Remo 2013 – Parliamo di Musica

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Facciamo rientrare questo articolo nella  categoria “Televisione”, ma scegliamo di parlare del Festival di San Remo di quest’anno solo dal punto di vista della Musica.

Come sta la musica Italiana nel 2013? Il discorso è amplio e complesso, ma il Festival di quest’anno ci offre uno specchio abbastanza fedele delle tendenze dominanti. L’influenza dei talent  show  si sente e non è una novità, sopravvivono alcune realtà di qualità, ma la musica indipendente fa sempre più fatica ad emergere e ad arrivare al grande pubblico.

La vittoria di Marco Mengoni non fa che confermare il fatto che il Festival restituisca una visione parziale del mondo della musica italiana. Intendiamoci, quello di Mengoni è un buon pezzo, studiato, con uno  stile lirico-corale, una melodia orecchiabile  e un crescendo tipico delle canzoni sanremesi,  le qualità del ragazzo non si discutono, ha anche eliminato i troppi fronzoli che avevano caratterizzato la sua precedente esperienza al Festival, ma è una canzone fatta apposta per San Remo e in quanto tale vince. Amen.

Stessa cosa si può dire per i Modà, terzi classificati, ma qui la canzone manca del tutto di contenuti e ce la dimentichiamo in fretta. Per Elio e le  storie tese, secondi, il discorso è ovviamente diverso dal momento che portano sul palco insieme ad un ottimo arrangiamento (premiato dalla giuria) uno spettacolo che va oltre la canzone in sé, ma anche qui si poteva fare meglio dal punto di vista del contenuto. Ma a Elio lo perdoniamo.

Per il resto dei partecipanti possiamo dividerli tra quelli non degni di nota e quelli che almeno un commento lo meritano. Facciamo rientrare nella prima categoria Malika Ayane, Simona Molinari, Maria Nazionale , Annalisa e Simone Cristicchi. Per quanto riguarda gli altri, Chiara porta un buon pezzo di Bianconi (Baustelle) che si sposa bene coi canoni sanremesi, ma a questo punto avremmo preferito vedere Bianconi stesso sul palco, se non proprio i Baustelle. Raphael Gualazzi ci ha messo tutto l’impegno il suo pop soul è poco adatto alla manifestazione e nel tentativo di rendere la sua canzone presentabile ha fatto un pasticcio, ma il suo valore è altro e continueremo a godercelo lontano dai fiori della riviera. Max Gazzè e Daniele Silvestri, fedeli al proprio stile, hanno presentato entrambi due canzoni impegnate e  di qualità, ma a nessuno dei due è andato il premio della critica, assegnato invece agli Elio. Rimangono gli “alternativi” che in qualche modo San Remo non si fa mai mancare, ma che purtroppo al pubblico-tipo del festival non interessano neanche lontanamente: Almamegretta e Marta sui Tubi. I primi portano un sound forse mai sentito sul palco del festival, un misto di reggae e dub che è quanto di più lontano si possa immaginare dal gusto dei più. Qualche spazio per le voci fuori dal coro quindi c’è, come c’è stato anche in edizioni precedenti,  e quest’anno si sono almeno evitate quelle fastidiose eliminazioni che avrebbero emarginato dopo la prima serata sia Almamegretta che Marta sui Tubi. Questi ultimi ci hanno fatto sentire un gran bel pezzo indie-rock che con un pubblico e una giuria con un po’ di puzza sotto il naso in meno avrebbe anche potuto vincere.

Ma San Remo è San Remo e se lo spettacolo televisivo in sé ha saputo offrire qualche spunto per parlare di novità, lo stesso non si può dire delle canzoni presentate. Alcune sono di altissima qualità non c’è dubbio, ma ce ne sono molto di cui avremmo fatto volentieri a meno. Non c’è da stupirsi e non credo che ne avremo motivo nelle edizioni a venire, ma non dobbiamo pensare al festival come a una fucina di novità della musica italiana, il critico che grida allo scandalo per la vittoria della solita canzonetta non ha fatto i conti con il gusto nazional-popolare di cui il Festival della Canzone Italiana è espressione fin dalle sue origini.

Lo spazio per innovare è altrove e nel 2013 ci sono canali di diffusione che un Tenco o un Gaber non avrebbero neanche potuto immaginare. Che poi l’attenzione delle grandi case discografiche vada proprio al pop sanremese è storia vecchia, nessuno ti produce se non sei vendibile al grande pubblico, ma chi vuole ascoltare buona musica, fresca, nuova, indie o quello che vi pare sa dove andare, cosa leggere e quali siti frequentare. San Remo resti San Remo, il panorama per fortuna è molto più ampio e ognuno è libero di scegliersi la musica che vuole.

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