Outsourced

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Si sente un gran parlare di produzione all’estero, migrazione delle aziende e delocalizzazione. Ma cosa vuol dire veramente?

Outsourced è una nuova serie targata Universal e in onda sul canale televisivo americano Nbc. Tratta dal film omonimo, narra le vicende di un giovane manager, Todd Dempsy (Ben Rappaport) che si ritrova catapultato a Mumbai dopo che la sua azienda ha deciso di trasferire il call center-ordini proprio nella città indiana. Ma c’è un problema. L’azienda vende i più inutili prodotti americani: teste d’alce canterine, finto vomito, magliette irriverenti… Come poter far vendere a persone di tutt’altra cultura questi oggetti? E’ proprio a partire dalle difficoltà che scaturiscono dalle profonde differenze culturali che nasce Outsourced. Non è però un mattone sociologico agghindato da serie tv, bensì una simpatica commedia sui classici misunderstanding culturali. Come sopravvive un americano senza il suo hamburger al sangue in un paese in cui la mucca è un animale sacro? Come può un’ingenuo ragazzo indiano consigliare dei prodotti erotici per una festa d’addio al celibato?

Nonostante qualche facile stereotipo e qualche battuta scontata, la serie diverte sebbene senza eccessi. Dopo una prima puntata che non eccelle, la serie migliora ed ha già ottenuto, dopo 4 episodi, la copertura per l’intera stagione nonostante le critiche siano molto variegate e non tutte positive; il critico Daniel Fienberg l’ha addirittura etichettata come la peggior nuova serie autunnale. Non resta a questo punto che vedere se il pubblico americano, ultimamente molto incostante e difficilmente soddisfabile, continuerà ad apprezzare una serie che porta un pò di Bollywood nell’assolata Los Angeles.

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