Supereroi in TV – Seconda parte

Crossover, continuity, Cinematic Universe, … avete preso appunti all’ultima lezione di “Lessicologia supereroistica”? Benissimo, allora siete pronti per la seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta delle serie tv targate Marvel e DC Comics. Perché una nuova invasione di supereroi è ormai alle porte ed è bene non farsi mai trovare impreparati. Neanche davanti allo schermo.

Gotham

Gotham

Prendete la più nota città del fumetto americano, campo di battaglia prediletto del più celebre tra i supereroi USA. Portate quindi il calendario indietro di qualche anno, rimuovendo strato dopo strato le atmosfere, i ricordi e le suggestioni che nel tempo ne hanno definito il mito. Concentrate infine l’attenzione sui comprimari, l’insieme di nemesi, alleati e personaggi secondari cui generalmente sono negate le luci della ribalta, ma senza i quali lui, l’Uomo Pipistrello, non avrebbe ragione di esistere. Questo è in poche righe la serie Gotham, prequel/spin-off delle storie di Batman che, sotto le mentite spoglie di una detective story con un giovane e audace commissario Gordon come protagonista, funge soprattutto da racconto-catalogo delle origini dei principali villain dell’universo del Cavaliere Oscuro, chiamati a sfilare di episodio in episodio per la gioia e la curiosità dei fan, talvolta purtroppo con un effetto a metà tra la carrambata e l’easter egg fine a se stesso.
E se l’idea di uno show su Batman senza Batman è sicuramente apprezzabile nelle intenzioni (il capolavoro noir Gotham Central rimane in questo senso inarrivabile), quel che non convince è che la serie ha finito per togliere dall’equazione, assieme al Giustiziere, anche Gotham stessa: con un racconto sviluppato in gran parte in interni e un’immagine limitata a qualche svogliata e patinata panoramica, la città risulta infatti priva delle sue atmosfere più caratteristiche, di quella voce suadente quanto morbosamente corrotta che l’ha resa simbolo potente quanto riconoscibile anche presso il grande pubblico. Eppure, al di là di una certa inconsistenza della trama sul lungo periodo, dei seri dubbi sull’interpretazione impalpabile e monolitica del Commissario e degli inevitabili stravolgimenti nella continuity batmaniana (per molti fan di vecchia data esiste probabilmente un’unica sacra verità, quella del Batman: Anno Uno di Frank Miller), lo show trasmesso dal network Fox non manca di alcuni innegabili punti di forza, che rendono la serie apprezzabile anche ai più profani. Particolarmente azzeccata è la scelta del cast, con  più di un attore pienamente nella parte: dallo straordinario “Pinguino” Cobblepot all’inedita e graffiante Fish Mooney, dall’agguerrito signorino Bruce alla sfuggevole Selina Cat, fino a un Alfred Pennyworth mai così tosto e cazzuto come in questa versione. Da provare.

Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.

Agents of SHIELD

In un mondo dove supereroi, alieni e dei pagani sono all’ordine del giorno, come può un’organizzazione spionistica composta da “semplici” esseri umani mantenere l’ordine e la pace mondiale? A questa domanda prova a rispondere Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., show trasmesso dal network ABC nel quale un amorevole agente Phil Coulson (sì, proprio lui, quello ucciso da Loki nel film Avengers) e un team di agenti ultra specializzati dell’organizzazione anti-terroristica fondata da Nick Fury devono quotidianamente vedersela con creature soprannaturali e fenomeni del tutto straordinari. Dalla loro, nell’infinita lotta contro i criminali o supercriminali di turno, un bagaglio di tecnologie a dir poco fantascientifiche e uno spirito d’avventura a metà tra il miglior James Bond e un’Indiana Jones versione 2.0.
Priva di spettacolari scene d’azione e di protagonisti immediatamente riconoscibili dal pubblico cinematografico, Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. ha faticato non poco a trovare  la propria strada, sin da subito azzoppata anche dalla mancanza di nemici degni di tale nome e di una vera tensione drammatica. A salvare lo show da una lunga serie di sbadigli ci ha pensato però la continuity di casa Marvel, il grande affresco narrativo disegnato dalla Casa delle Idee e noto come Marvel Cinematic Universe (MCU), che fa da sfondo comune a tutti i film e i media appartenenti al franchise. Dopo aver girato a vuoto per circa due terzi della prima stagione, la serie ha infatti subìto una svolta inaspettata grazie all’uscita sul grande schermo di Captain America: The Winter Soldier, le cui vicende (evitiamo spoiler per chi non l’avesse ancora visto) hanno finalmente indirizzato lo show su binari più fertili e definiti. Una svolta positiva confermata anche da un’interessante seconda stagione che, intrecciando con nonchalance mistero, nazismo e fantascienza, ha lasciato da parte le velleità supereroistiche per concentrarsi su un più solido racconto di spionaggio, finendo con aprire numerose sottotrame e gettando i semi per alcune importanti produzioni future (gli Inumani).

Marvel’s Agent Carter

agent carter

In attesa di scoprire il destino della terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. e di saperne di più su possibili futuri spin-off del programma, i fan della principale organizzazione di spionaggio dei fumetti Marvel possono gustarsi le otto puntate di Marvel’s Agent Carter, serie ambientata nel 1946 che segue le vicende di alcuni  agenti della Strategic Scientific Reserve (il futuro S.H.I.E.L.D), collegandosi direttamente a quanto narrato nel primo episodio del film Captain America.
Protagonista assoluto è Peggy Carter, primo amore dello scomparso Steve Rogers/Capitan America, e personaggio femminile che in molti definirebbero “con le palle”. Agente esperta e rispettata sul campo di battaglia, al rientro dalla guerra Peggy si ritrova a combattere contro i pregiudizi e il maschilismo della società americana dell’epoca, che le impongono il ruolo di semplice segretaria e portavivande. All’oscuro dei suoi superiori Peggy si ritrova però coinvolta in un’intricata vicenda di spionaggio, con i russi (e chi se no?) intenzionati a entrare in possesso delle segretissime e letali armi prodotte da Howard Stark, al secolo il papà di Iron Man.
Con una trama lineare e coinvolgente, la Marvel ha messo così sul piatto una serie diversa e divertente che, oltre a rappresentare un valido esperimento nell’ottica di ampliamento di target (in particolare femminile) e di genere, riesce anche a regalare qualche ora di sano e spensierato intrattenimento.

Marvel’s Daredevil

marvel daredevil

Dimenticate tutto ciò che sapete o credete di sapere sui supereroi. Bene e male, giusto e sbagliato hanno qui confini incerti. Non c’è morale e non c’è legge tra i vicoli bui di Hell’s Kitchen. C’è solo il peccato e la verità di un cuore che batte forte come un tamburo.
Con Marvel’s Daredevil la Casa delle Idee alza finalmente l’asticella, rivolgendosi per la prima volta a un pubblico maturo e dando così inizio a una nuova stagione per i supereroi in tv. Il risultato è un prodotto sorprendente, violento e nello stesso tempo raffinato, che si discosta drasticamente da qualsiasi altro prodotto Marvel precedente, sia nello stile sia nelle atmosfere. Tredici puntate già disponibili in streaming su Netflix che sono un pugno nello stomaco dello spettatore, una sequenza serrata di ganci e montanti che colpiscono forte e lasciano il segno.
Anch’essa ambientata nell’onnipresente MCU, la storia del non vedente Matt Murdock, di giorno giovane e brillante avvocato, di notte spietato giustiziere grazie ai suoi altri quattro sensi potenziati, è un racconto noir che mescola elementi da procedural e legal drama, introspezione psicologica e combattimenti mozzafiato. Immersa in profondità in un crudo iperrealismo che a ogni colpo incassato trasmette al di là dello schermo il sapore metallico del sangue e il terribile scricchiolio delle ossa infrante, la serie presenta un eroe per la prima volta fatto di carne e ossa, costretto a sporcarsi le mani e la coscienza nella lotta impari contro un male diffuso, che ha il volto discreto della quotidianità di chi veste giacca e cravatta e dall’alto tira i fili del crimine e della prevaricazione.
A una buona caratterizzazione dei personaggi e a una regia degna di nota (e capace di piani sequenza da urlo), lo show unisce una fotografia spigolosa e mai rasserenante che, privilegiando l’oscurità e i toni freddi, ricrea perfettamente l’inferno interiore del protagonista. Insomma, se quest’anno avete intenzione di seguire una sola serie tv dedicata ai supereroi, questo è sicuramente lo show che fa per voi.

Cosa bolle in pentola

the defenders

Se le serie che vi abbiamo presentato non bastano a saziare la vostra fame di supereroi da poltrona, ecco una breve lista delle produzioni già annunciate e che andranno ad arricchire il già nutrito palinsesto U.S.A.. In casa Marvel, dopo il successo di Daredevil, seguiranno sempre per Netflix le serie Jessica Jones, Iron Fist e Luke Cage, che convoglieranno nella miniserie autoconclusiva The Defenders. Per quanto e riguarda la DC Comics, oltre ad Atom, secondo spin-off di Arrow, in cantiere anche Supergirl, con le avventure della cugina dell’Uomo d’Acciaio.

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