Fargo

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Joel e Ethan Coen hanno sicuramente lasciato un loro segno nello stile cinematografico. Con la loro ironia e il loro humor nero hanno creato un genere che potrebbe sì rientrare nel noir, ma sarebbe comunque una definizione limitata.

Riportare questo stile in una serie tv sembra un’operazione rischiosa, soprattutto prendendo spunto da Fargo, il film cult del 1996 vincitore di due premi Oscar (Miglior sceneggiatura originale e Miglior attrice protagonista, Frances McDormand).

I fratelli Coen prendono spunto da eventi realmente accaduti (ricordate la scritta iniziale del film? “Quella che vedrete è una storia vera – I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato.”)
In realtà si tratta di una sceneggiatura originale, quindi tutta invenzione dei due registi, anche se assicurano di aver raccolto materiale dalla cronaca locale.

Ecco allora la serie che omaggia Fargo, i fratelli Coen e il loro stile, unico. La prima puntata è un riassunto di tutta la filmografia Coen: umorismo nero al limite dell’assurdo, scene crude e cruente da rimanere a bocca aperta per la loro tragicità, momenti esilaranti. Una vera e propria commedia che però ti fa sentire in colpa per averci fatto una risata.

Protagonisti sono Billy Bob Thornton, nei panni del sicario Lorne Malvo (personaggio meraviglioso); Martin Freeman nei panni di Lester Nygaard, una nullità che si scoprirà essere il più cinico e bastardo di tutti con l’evolversi degli eventi; Allison Tolman nei panni della poliziotta Molly Solverson e Colin Hanks nei panni del poliziotto Gus Grimly.

Un cast eccezionale che mette in scena un teatrino macabro, fatto di violenze inaudite e improvvise (ripetiamo, la prima puntata è qualcosa da rimanere sconcertati per quanto succede). Bellissimo lavoro sulla psicologia di Lester, un uomo misero e sottomesso che cambia la propria vita fino a diventare il peggior essere umano sotto ogni punto di vista, capace di azioni infami (ancora peggio del dichiarato sicario Lorne).

Se vi piace lo stile Coen, non rimarrete delusi. Il ritmo della serie parte altissimo, per poi perdersi e riprendersi alla fine. A volte sembra uscire troppo dagli schemi, cercando oltremodo la sensazionalità e la violenza. Ma per il resto è una pregevole serie televisiva (antologica: con la prima serie tv si chiude un ciclo; la seconda stagione avrà protagonisti e avvenimenti diversi).

Non mancano i riferimenti diretti al film. Pur prendendo una direzione diversa, la commedia nera strizza continuamente l’occhio al lungometraggio. L’universo dei fratelli Coen è servito, in un film di 10 ore.

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