The Last Man on Earth

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Diciamolo subito: The Last Man on Earth è una delle cose più esilaranti che abbia mai visto.

Anno 2020, Stati Uniti. Un virus ha spazzato via ogni forma di vita animale sul pianeta, a quanto pare solo un uomo è rimasto in vita, il suo nome è Phil Miller.

The Last Man on Earth, però, non è solo un’altra serie catastrofica post-apocalittica. A partire dalle ambientazioni, niente è come te lo aspetteresti. Prima di tutto non c’è mezzo cadavere in giro, né mostri o mutanti, niente zombies o gente infetta che ti rincorre. C’è solo lui, Phil Miller (Will Forte) che dopo aver girato tutte gli Stati Uniti senza incontrare nessuno si convince di essere l’ultimo uomo sulla terra.

Secondo voi cosa fa? Molto semplicemente se la spassa! Phil è come un bambino rimasto chiuso in un enorme negozio di giocattoli, non solo, ha anche a disposizione tutti gli alcoolici del mondo. Riuscite a immaginare?

Phil decide di stabilirsi in un’enorme villa con piscina a Tucson, Arizona. Ma è solo, quindi oltre ad un enorme stock di bevande ad altra gradazione, fa scorta di dipinti e opere d’arte da tutti i musei d’America, senza dimenticare di razziare i negozi di film e riviste porno.

I giorni passano tra una piscina gonfiabile riempita di Margarita e una partita a bowling in un negozio di acquari. Ma Phil non soltanto è solo, è anche un uomo, ha bisogno di compagnia. Per questo nel suo viaggio verso l’Arizona , sui cartelli pubblicitari lungo le strade ha lasciato un semplice messaggio “Alive in Tucson”.

Ma il tempo passa e Phil è sempre più solo, triste, brutto, ubriaco. Niente più lo diverte e ormai è assolutamente certo di essere davvero l’ultimo sopravvissuto. Decide di farla finita, ma proprio nel momento in cui sta per uccidersi, compare una donna. Phil è etero e arrapatissimo e, sì, compare una donna, si chiama Carol. Ma c’è un problema: è la più grande rompicoglioni rimasta sulla terra (scusate il francese).

L’equilibrio si rompe, altri personaggi compariranno sulla scena ma non voglio svelarvi nulla, vi basti sapere che le situazioni diventano via via sempre più spassose, Phil passa dall’essere un inetto ubriacone indolente a qualcosa di ancora peggio per il quale non trovo un aggettivo.

Il ritmo è veloce, le puntate sono brevi (20 minuti). Un totale di 13 episodi andati in onda su Fox, a casa nostra li trovate su Sky. L’estate è iniziata, se volete qualcosa che vi spiazzi e vi faccia ridere tanto tanto, mentre sorseggiate una birra ghiacciata, The Last Man on Earth è la serie per voi.

Oltre le risate ci stanno le riflessioni su vita e relazioni, società dell’apparenza e desiderabilità sociale, ma il punto forte di tutta la serie è che tratta questi temi e quello della catastrofe con una chiave completamente diversa da tutto quello che avete visto prima. Enjoy!

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