Supereroi in TV – DC vs Marvel

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Arrow, Gotham, Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., Flash … Non c’è dubbio, essere un fan dei supereroi non è mai stato tanto facile come negli ultimi anni. Se fino a qualche tempo fa per professarsi grandi conoscitori degli universi Marvel e DC erano infatti necessarie una certa dedizione, una totale mancanza di vita sociale e una costante frequentazione di qualche ammuffita fumetteria, ora per fregiarsi del titolo di 100% authentic nerd basta mettersi comodi in poltrona (quella del cinema o di casa, poco importa) e godersi fino all’ultimo fotogramma lo spettacolo dell’eroe in calzamaglia di turno. Eh sì, perché dopo la recente abbuffata di pellicole supereroistiche, che nel prossimo futuro si trasformerà in vera e propria inondazione di titoli, anche la televisione si è infine inchinata alla mania degli eroi in costume, regalando al pubblico affamato di supertizi con superpoteri una sfilza di serie davvero per ogni gusto e per ogni età. E se al cinema lo strapotere Marvel pare (per ora) incontrastato, sul piccolo schermo è la DC a mantenere un leggero vantaggio in questa infinita battaglia all’ultimo supereroe e all’ultimo dollaro di incasso.

In attesa della prossima ondata di serie targate Netflix, che potrebbe spostare nuovamente gli equilibri tra i due colossi del fumetto americano, ecco una piccola guida per riuscire a orientarsi nel sempre più affollato mondo dei supereroi in TV, tra produzioni un tanto al chilo apprezzabili solo dai nerd più incalliti, e show che, pur nella loro semplicità e leggerezza, hanno comunque il merito di riuscire a tenere incollati allo schermo anche chi non è cresciuto a pane, salame e kryptonite.

Arrow 

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Bello, giovane e ricco. Oliver Queen ha tutto ciò che si può desiderare dalla vita, finché un giorno, naufragato su un’isola sperduta senza nessuno di Lost o dei “famosi” a fargli compagnia, si scopre moderno Robin Hood, eroe impavido e talentuoso, ma dalle azioni quantomeno discutibili. Dopo 5 anni vissuti tra assassini, psicopatici e chi più ne ha più ne metta, Oliver torna in città nei panni del Giustiziere, deciso a uccidere cattivi a destra e a manca – a uccidere cattivi con arco e frecce, e scusate se è poco! Ad assisterlo, una giovane hacker con il debole per le minigonne, una guardia del corpo, autista factotum di colore, e un ragazzino piatto e fastidioso il cui unico merito nella serie è quello di trasformarsi a un certo punto in un personaggio semi-sconosciuto dell’universo DC.
Battute a parte, dopo un esordio piuttosto meh e una seconda stagione certamente godibile, giunta al terzo anno Arrow è ormai una serie rodata, probabilmente la più completa tra quelle sfornate finora dalla DC Entertainment. Una volta accettati come un dogma i 5 minuti a episodio dedicati agli addominali di Stephen Amell/Oliver Queen, quel che resta è infatti uno show onesto, ben bilanciato tra toni cupi e momenti più leggeri, con un cast di personaggi, se non di spessore, quantomeno interessanti e divertenti (sorvoliamo però sulle fidanzate del protagonista), e con un team di villan che non saranno di certo il Joker o il Doctor Octopus, ma il loro dovere di bastardi spaccaculi lo fanno bene e fino in fondo. E se ciò non bastasse, il mid season finale di questa stagione è giunto in tempo per dimostrare che la serie di Freccia Verde ha di certo ancora molte frecce al proprio arco. Anche narrativo.

Constantine

Constantine

Irriverente, impegnato, scorretto. E ancora: coraggioso, sperimentale, sarcastico e controverso. Questo è tutto ciò che Constantine sarebbe potuto essere, ma che sfortunatamente e irrimediabilmente non è. Ispirata alla più longeva serie Vertigo di tutti i tempi, quell’Hellblazer che tra gli Ottanta e i Duemila è stata banco di prova per i migliori talenti dei mondo dei comics, la serie prodotta da NBC è infatti una versione annacquata, nella forma e nei contenuti, della sua controparte fumettistica; un tentativo abbastanza fallito (per altro il secondo) di presentare al grande pubblico uno dei personaggi più interessanti in mano alla DC: il mago egoista e impostore creato nel 1985 da Alan Moore per la serie Swamp Thing.
Chiariamoci, lo show si lascia vedere, per carità, ma manca della profondità e della complessità dell’opera da cui deriva, limitandosi a inoffensive immersioni nell’horror e nell’occulto, con tanto di apparizioni di angeli, demoni e incantesimi a secchiate, laddove l’originale brillava per tematiche sociali e forza eversiva, e per aver imposto al pubblico dei fumetti un personaggio coraggiosamente diverso, che combatte i nemici sacrificando gli amici, e non sa proprio che farsene dell‘empatia del lettore. Insomma, nonostante la buona prova dell’attore britannico Matt Ryan, se volete conoscere il vero John Constantine, presuntuoso bastardo dall’animo dolce, il consiglio è di lasciare il divano e iniziare a cercarlo in edicola o in fumetteria.

Flash

the flash

Ok, alzi la mano chi non conosce Flash. No, non il software per le animazioni. E nemmeno Flash Gordon. Ma sì dai, quel Flash, Barry Allen, the fastest man alive (ma non ditelo a Superman, mi raccomando).
Primo spin-off della serie Arrow, Flash è la controparte sfavillante dello show sull’arciere incappucciato, col quale condivide i creatori e il medesimo universo narrativo. Ma laddove Arrow punta tutto su un’ambientazione dark- e, per quanto possibile al genere, più “matura”-, Flash fa ovviamente della velocità e della leggerezza le proprie cifre stilistiche: ritmo incalzante, costumi sgargianti e poteri che sfidano le leggi della fisica, si accompagnano a un contorno di misteri irrisolti e amori impossibili (con un eroe mai così sfigato), delineando i contorno di uno spettacolo piacevole, senza grossi cali di tensione ma allo stesso tempo privo di grandi lampi di genio. Forte di un amplissimo cast di personaggi secondari, dall’insopportabile Iris West all’enigmatico Dr. Harrison Wells, la serie infatti corre sì veloce ma sembrerebbe senza una meta ben definita, sacrificando all’esigenza di presentare al pubblico la miriade di personaggi che abita il mondo del velocista scarlatto (in primis, i Nemici, qui trasformati in una sorta di figurine da collezionare) un qualsiasi disegno di trama a lungo termine. Aspettiamo comunque il finale di stagione, per essere smentiti.

A presto con Gotham (la nostra recensione la trovate già qui) e le serie Marvel presenti e future!

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