Sherlock

Sherlock_BBC

Quando la BBC promuove una nuova serie tv bisogna al più presto mettersi sul divano e ammirare il prodotto, soprattutto se stiamo parlando di un personaggio come Sherlock Holmes e di due autori come Steven Moffat e Mark Gatiss, già visti in alcuni adattamenti televisivi e nella serie tv Doctor Who.

Gli episodi di Sherlock, in onda in Italia sul canale Joi e su Italia 1, durano 90 minuti e hanno tutte le caratteristiche di un film. I protagonisti sono Benedict Cumberbatch (Sherlock Holmes) e Martin Freeman (John Watson), abilissimi nell’assumere i panni dei personaggi e trasportarli in una Londra moderna. Infatti, Sherlock si svolge nella Londra dei giorni nostri, ma non c’è un solo momento nella serie in cui si rimpianga l’immagine – per altro falsata dalla tradizione – di uno Sherlock Holmes di fine Ottocento con il cappello da caccia e la pipa.

La serie tv, si può dire, è un capolavoro. Watson è un reduce medico militare tornato da poco dall’Afghanistan e si trova a coabitare con Holmes, che mantiene le sue caratteristiche tipiche (fra tutte l’incredibile spirito intuitivo). Ogni puntata si ispira liberamente ad un racconto di Sir Arthur Conan Doyle e gli autori della serie ci giocano volentieri: “A study in pink” è il titolo della prima puntata.

Non c’è un momento di noia, non c’è una sbavatura: fotografia e regia (Paul Mc Guigan) sono perfette e la sceneggiatura è precisa e ingegnosa. La maggiore difficoltà sta nel tenere testa ai lunghi monologhi di Sherlock Holmes che spiega rapidamente tutte le sue intuizioni e i suoi ragionamenti (che a volte compaiono in grafica), dopo una breve analisi effettuata anche semplicemente a occhio nudo, anche se non manca la lente di ingrandimento. Non manca nemmeno Moriarty, l’acerrimo nemico e rivale; altro genio il cui nome ritorna con costanza dietro ogni caso di omicidio su cui investigano Sherlock e Watson. Persino Gatiss si è ritagliato un ruolo, nei panni del fratello di Sherlock.

Come Watson, anche lo spettatore resta allibito davanti ai fini ragionamenti di Holmes, che utilizzi tutti gli strumenti moderni a sua disposizione per portare avanti il caso: sms, internet, sistema Gps… ma, soprattutto, il cervello. La BBC ci presenta una nuova versione dell’investigatore, ma nessuno grida allo scandalo; dopo la visione di questa serie tv, il peggio che può capitare è andare a riprendere in mano i libri di Doyle.

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