Stranger things

titoli di testa stranger things

La serie tv del momento è sicuramente Stranger Things. Nasce da un’idea di Matt e Ross Duffer (The Duffer Brothers) e viene lanciata su Netflix; fin dai primi episodi ha suscitato un vasto interesse, pur trattando il tema fantascientifico anni ’80.

La forza di questa serie tv è proprio l’evidenza di un omaggio a una generazione cresciuta con film fantascientifici il cui apice è certamente E.T. Il sapore nostalgico che invade Stranger Things è chiaro: musica elettronica, ragazzini protagonisti che corrono per le strade in bicicletta, una ragazzina prodigio (controparte dell’alieno in E.T.), tagli di fotografia, utilizzo del lens flare, luci, citazioni, titoli di testa (ispirati ai lavori di Richard Greenberg, designatore delle grafiche dei titoli di testa di pezzi come Alien, Superman, I Goonies).

Ogni puntata rappresenta un capitolo, altro omaggio alla letteratura horror di Stephen King (vedere ancora una volta il font della sigla, per immergersi immediatamente in atmosfera di Cose Preziose o La Zona Morta).  I Duffer Brothers giocano volutamente sulla nostalgia di un’intera generazione che ama ritornare alla propria infanzia, soprattutto tra i primi ricordi di episodi fantastici, mondi alieni, entità extra-terrestri e l’horror edulcorato.

Insomma, si ritorna in sella alla bici, ricordando anche i ragazzini di Stand by me (The Corpse, ancora una volta Stephen King); ci si lascia avvolgere dalle atmosfere tetre e dal male che si trova intorno a noi, anche se non riusciamo a vederlo perché anima un mondo parallelo, identico al nostro (citazione di Silent Hill). Attraversare le porte che conducono da un mondo all’altro può segnare definitivamente la vita di un ragazzino, ma spalanca anche gli occhi di chi, illuso, non crede alla dimensione maligna.

Senza troppe introspettive, Stranger Things regala momenti di horror, con la ricostruzione di un essere mostruoso in una combinazione di protesi, animatronica e CGI.

C’è tutta la fantascienza anni ’80 ed è come trovarsi di fronte a uno specchio dei ricordi; il ritorno al passato e nello specifico alla fantascienza di quegli anni è già stato sfruttato più volte, vedere per esempio Super8 di JJ Abrams. Nel caldo estivo lasciatevi prendere da Stranger Things, nella speranza che ci siano tante altre stagioni di questo livello.

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