The End Of The F***ing World

Inghilterra, giorni nostri. Due adolescenti, in The end Of The F***ing World, raccontano in prima persona la serie di sfortunati eventi che li ha fatti prima incontrare, poi cacciare nei guai (quelli con la G maiuscola) ed infine ad avvicinarsi l’uno all’altro.

Lui, James (Alex Lawther), si crede insensibile (fisicamente e moralmente) a tutto e un potenziale omicida, che deve solo trovare una vittima umana, dopo aver fatto pratica con animali di svariate dimensioni.

Lei, Alyssa (Jessica Barden), non si riconosce nella realtà che la circonda e maschera le sue insofferenze con un atteggiamento strafottente, un linguaggio a dir poco scurrile ed una finta intraprendenza sessuale.

Due coetanei stralunati, due diciasettenni incompresi o persino ignorati dalle proprie famiglie sgangherate, che decidono di intraprendere un viaggio insieme (lei per mancanza di alternative, lui perché la individua come la sua possibile prima “preda”) la loro è un’evasione che attraversa diverse contee della Gran Bretagna, ma alla ricerca di non si sa bene cosa. I due compiono un’avventura che oltre alla scoperta del proprio io li porta a trasformarsi in due moderni, ed inconsapevoli Bonnie and Clyde.

Quello che una volta si sarebbe potuto definire un racconto di formazione, visto che mette in scena due giovani intenti a conoscere sé stessi e a misurarsi con gli altri e con i sentimenti tipici dell’età adulta, oggi, nel 2018, si trasforma in una commedia (tratta dall’omonimo fumetto, edito in Italia da 001 Edizioni) dalle tinte nere che è lo specchio di una gioventù spesso abbandonata, che da sola fa fatica a decifrare il mondo che la circonda e di conseguenza a capire come collocarcisi all’interno.

Un incrocio surreale tra il cammino tra amici di Stand by me (1986), il romanticismo, qui dissacrato, de Il tempo delle mele (1980), la comicità surreale dei fratelli Cohen e l’estetica perversa di un buon Tarantino il tutto accompagnato da un piacevole colonna sonora, che quasi sempre, si dimostra come la miglior sposa alle immagini che scorrono sullo schermo della TV.

Fate attenzione: serie da maneggiare con cautela! Gli 8 episodi che Netflix ha caricato e che tanto stanno avendo successo, tra adolescenti e non, si prestano benissimo ad un intenso binge watching… alla fine il tutto dura meno di un Titanic o di un film di Sergio Leone.

 

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