Westworld

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Nel 1973 Micahel Crichton scriveva e dirigeva quello che poi sarebbe divenuto un vero e proprio cult di genere: Westworld, in italiano Il mondo dei robot.

Circa venti anni prima di scrivere Jurassic Park, Crichton già avanzava ipotesi su una possibile ribellione delle macchine, proprio nel momento in cui l’informatica prendeva sempre più piede. Lo spettatore, per la prima volta, rimane disturbato al pensiero di una rivolta da parte di esseri creati da mano umana: si introducono una serie di elementi che daranno vita a un filone dello stesso genere (tra tutti, Terminator).

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Westworld, secondo HBO

Il processo evolutivo, da semplice macchina a intelligenza artificiale consenziente, materializza tutte le paure della ribellione, che si diffonde come un virus, termine utilizzato per la prima volta a partire proprio dal film di Crichton.

L’HBO omaggia il film, proponendo la serie tv Westworld, nata da un’idea di Jonathan Nolan (che ha diretto il pilot) e Lisa Joy. Il modernissimo parco a tema western, Westworld appunto, è popolato da androidi sintetici, il cui unico compito pre-impostato è quello di assecondare tutte le fantasie e le volontà degli ospiti (gli androidi non possono in alcun modo ferire o attaccare gli umani). A dirigere il parco è il dr Robert Ford (un fenomenale Anthony Hopkins, come sempre quando si immerge in ruoli di follia): su di lui si incarna la presunzione di sostituirsi a Dio, in un continuo scambio tra Creatore e Creatura.

La quotidianità del parco, in cui gli androidi si risvegliano con i ricordi del giorno precedente cancellati, si incrina quando lo stesso dr Ford inserisce delle fantasie nei comportamenti delle sofisticate macchine. Qualcosa cambia e ci sono i primi risvegli di coscienza. La deriva è prossima, così come la ribellione nei confronti del padrone.

Nel cast troviamo anche Eva Rachel Wood, la prima androide a prendere coscienza di sé; Jeffrey Wright, il capo della Divisione Programmazione di Westworld e creatore dei personaggi artificiali; Ed Harris, un umano misterioso che sembra avere uno scopo preciso all’intero di Westworld: trovare un livello più profondo.

Il pilot della serie ha acceso tutto l’interesse e gli episodi successivi hanno mantenuto la curiosità, grazie a una trama ben organizzata e ricca di misteri. Intrigante anche il rapporto tra Creatori e Creature e come andrà dipanandosi una volta che la presa di coscienza sarà totale.

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