Avengers – Age of Ultron

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Avengers 2, Age of Ultron è finalmente approdato nelle nostre sale e uno stuolo di fan è pronto da tempo ad accoglierlo, nel bene o nel male. Abbiamo i veri estimatori del genere Marvel – e a loro non la si fa, se il film non rispetta i fumetti è la fine – abbiamo i fan dei film puri, che magari hanno avuto l’occasione di approcciarsi con la realtà dei supereroi e di apprezzarne le storie; poi abbiamo i fan dell’effetto speciale (compresi i muscoli imbarazzanti di Capitan America), i fan degli attori protagonisti e i semplici curiosi.

L’effetto è uno solo: tutti entrano al cinema e guardano il film. E la domanda sorge spontanea: com’è? Merita di esser visto? È degno del primo lungometraggio? la risposta è affermativa, ma con riserva.

Affermativa, perché nel complesso si tratta di un buon prodotto, con i dovuti effetti speciali, con una trama abbastanza costruita e con un cast ormai rodato. Il ritmo non manca, nonostante le eccessive due ore e mezza di proiezione (poi vi spiego perché e dove potevano tagliare) la trama scorre, tra le battute sagaci di Iron Man (Robert Downey Junior) e i combattimenti con Ultron (James Spader), senza togliere un po’ di flirt qua e là, che stavolta vedono protagonisti Hulk e la sexy Black Widow (Scarlett Johansson). C’è anche un apprezzabile tentativo di introspezione dei singoli supereroi, giustificato dal potere mentale della new entry Scarlet (Elizabeth Olsen), che fa sprofondare gli Avengers nelle loro più recondite ansie del passato. In fondo, che supereroi sarebbero se non avessero vissuto un trauma? Per chi magari non conosceva bene la storia di eroi come Black Widow o Hawkeye è uno spunto interessante.

Ora passiamo, purtroppo, alla mia riserva. Il film è troppo lungo e alcune parti non hanno grande motivo di esistere. Tanta stima per il bravo Jeremy Renner, per carità: ma perché dovremmo assistere a un’oretta di storia e segreti del “temibilissimo” Hawkeye? Perché sacrificare una parte, da destinare altrimenti alla presentazione di Ultron (la cui evoluzione è davvero interessante e complicata), per raccontarci della famiglia di questo eroe dalla mira infallibile? La mia ipotesi è che la Disney abbia invaso il territorio Marvel per farci amare il Robin Hood della galassia, cercando di renderlo più interessante. Non me ne vogliano i fan e i conoscitori di questo personaggio, ma da spettatrice un po’ blasfema quale sono, avrei optato per un personaggio diverso. Per esempio, non male la parte in cui assistiamo ai dilemmi di Hulk, interpretato da un tormentato Mark Ruffalo, più che convincente. Molto divertente il machissimo Capitan America (Chris Evans), sempre ritratto in pose plastiche imbarazzanti, degne del miglior cubista del’astronave di Jabba the Hutt (perdonate il cross, ma alla fine siamo sempre in casa Disney, no?)

Quindi, se volete vederlo, fate pure, vi divertirete di sicuro. Preparatevi, però, a scoprire i segreti di Hawkeye.

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