Big Hero 6 – per bambini di ieri e di oggi

Recensione Big Hero 6 Disney

Vedere un film della Disney come Big Hero 6 a 28 anni potrebbe causare gravi effetti di bipolarismo. Se siete bambini di ieri, nati negli anni Ottanta, cresciuti a pane e cartoni animati Disney tradizionali, dove il più effetoso effetto speciale era la 3D animation di La bella e la bestia, avrete qualche perplessità. Vi troverete sicuramente a dover dibattere con il bambino di oggi che è in voi, che a 10 anni sa già smontare uno smartphone e che non sa nemmeno cosa sia un floppy disc.

Ecco come potrebbe andare.

  1. La trama

Bambina degli anni Ottanta: la storia è molto carina, con tragedia iniziale a dare inizio alle vicende del protagonista, si sviluppa come le classiche avventure Disney, dove l’eroe sfiduciato e dubbioso trova un fedele gruppo di amici e riesce a portare a termine la missione. C’è tutto ciò che mi aspettavo, ma l’escamotage di creare una realtà semi-futuristica che mescola immaginario americano e mondo manga mi pare un po’ una cafonata. A noi bambini piace vedere storie vere,  non vogliamo protagonisti geniali alla Steve Jobs già diplomati a 13 anni. È offensivo nei confronti di noi bambini normali!

Bambina di oggi: questo film è una bomba! Ci sono i robot, i nerd e il protagonista è troppo uguale ai miei eroi dei fumetti preferiti! Sembra di essere in un manga nei giorni nostri. Cioè, io da grande voglio studiare in una di quelle università da geni e costruire un robot come Baymax! Ho già scaricato l’app del gioco sul mio smartphone.

Bambina degli anni Ottanta: aspetta, bambina di oggi, ma come fa a piacerti un posto che si chiama San Fransokyo? Dai, è un nome ridicolo! E poi che cavolo di mondo è, o sei un genio o sei uno sfigato con il bar, come la zia di Hiro?

Bambina di oggi: ma no, San Frasokyo è il mondo del futuro, dove non c’è più solo l’America, perché siamo diventati talmente intelligenti da essere perfettamente integrati con altre culture e civiltà. Praticamente prendi solo il meglio dalle realtà di oggi e le mescoli per un concentrato di intelligenza.

Bambina degli anni Ottanta: Vabbè, allora nel prossimo film mettiamo New Kong e siamo a posto così.

 

  1. I personaggi

Bambina degli anni Ottanta: Baymax è adorabile, non potevano inventarsi un robot più divertente e commovente. È bellissimo vedere come la bontà d’animo del suo creatore riesca a trapelare tra i microchip e insegni la vita ai bambini. Il fratello maggiore del protagonista è il fratello che tutti vorrebbero avere e gli amici sono simpatiche macchiette degne degli ultimi film Disney. Niente più animaletti parlanti vecchio stile, ormai abbiamo un mucchio di adolescenti che giocano ai supereroi. Hiro, il protagonista, nonostante sia eccessivamente geniale non risulta antipatico, ma è troppo simile ai personaggi degli anime giapponesi cult. Ci mancava solo che sfoderasse il suo deck come Yu Gi Oh.

Bambina di oggi: lascia stare Yu gi oh! Io trovo Hiro fighissimo, è il classico bambino sfortunato che sa ribaltare ogni situazione a proprio favore. Un po’ merito della fortuna e del fratello, un po’ per intraprendenza personale. Certo, se sei un genietto è tutto più semplice, ma a noi bambini di oggi piace l’idea di un nerd fighetto che spacca i cattivi.

Bambina degli anni Ottanta: sì, però non c’è nemmeno un cattivo degno del nome. Si ha una gran confusione di nemici che poi si rivelano semplici persone tristi. Dove sono i cattivi che fanno paura, tipo la strega di Biancaneve o Crudelia De Mon?

Bambina di oggi: ma quali cattivi! Qui il vero cattivo è la vendetta. Non serve farci paura se non ci insegni niente di utile. La strega di Biancaneve valeva per voi anziani che da bambini accettavate caramelle dagli sconosciuti. Io, la strega di Biancaneve la sconfiggo alla Play.

Bambina degli anni Ottanta: ma cosa ne sai tu di cattivi, se la tua paura più grande è che ti si scarichi il cellulare! E poi che senso ha far diventare un robottone cura persone un supereroe picchiaduro? Alla fine Tadashi lo aveva creato solo per aiutare la gente e quel nanetto di Hiro lo rende un banale Iron Man. Basta supereroi!

Bambina di oggi: ma la parte migliore è quella! Il fatto che con la forza di volontà e l’immaginazione, unite a un pizzico di intelligenza e a una squadra di amici, si possa fare di tutto è bellissimo. Ognuno deve sfruttare le proprie abilità per vincere, non serve nessuna fata Turchina che ci aiuti. Ci basta il cervello.

Bambina degli anni Ottanta: viviamo in un mondo dove la magia si spiega con formule e algoritmi! È la fine!

Bambina di oggi: la vera magia è l’affetto di Baymax, che anche se è un semplice robot riesce a commuoverci sacrificandosi per gli altri.

Bambina degli anni Ottanta: e va bene, nonostante tutto Big Hero 6 è un bel film. Balalala

Bambina di oggi: Balalala a tutti.

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