Gangster squad

Gangster-Squad

Quando un genere filmico è saturo, è necessario avere un’idea per attirare il pubblico e soddisfarlo. Con Zombieland Ruben Fleischer c’era riuscito, pur trattandosi di un film su fine del mondo e morti viventi.

C’erano tutte le aspettative anche per Gangster squad, a partire dalle immagini del trailer e da un cast molto ricco: Sean Penn, Josh Brolin, Ryan Gosling, Nick Nolte, Emma Stone.

La sceneggiatura, che si ispira a una storia vera e cerca di portare alla luce le vicende di personaggi sconosciuti, in realtà ha poco da raccontare. Il tuffo nel passato (gli anni ’40) è un insieme posticcio di luoghi comuni, con macchine d’epoca, pubblicità e night club con tanto di “pupa” che accompagna il boss mafioso.

Gli attori mettono in campo la loro bravura, ma ne risultano comunque personaggi già visti e prevedibili (il boss feroce che vuole la città in mano, il poliziotto incorruttibile che crede nel distintivo, il ragazzo dapprima incerto che perseguirà la giustizia in seguito ad un’epifania, la ragazza dal passato misterioso che vive tra le braccia del boss senza particolari motivi).

Poi ci sono gli inseguimenti, i mitra spianati, i pugni e le sparatorie, ma mancano scene degne di nota; si attinge sempre al cliché del genere gangster senza mai affondare il colpo. Non ci si annoia, ma si ha l’impressione di aver già visto tutto. Del resto ci sono stati già dei precursori del genere; Gangster squad vuole ripercorrere il genere come fece The untouchables, ma il divario è troppo grande.

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