Gli Abbracci Spezzati

abbracci

«Gli abbracci spezzati» è innanzitutto amore. Un lunga dichiarazione di amore eterno per la settima arte, un appassionato amore dichiarato al mondo del cinema con continui rimandi, citazioni ed autocitazioni (come la sequenza di Donne sull’orlo di una crisi di nervi).

Così Pedro Almodóvar riunisce un eccellente cast (per lo più già conosciuto ai suoi appassionati fra cui spicca innanzitutto la sua musa, Penélope Cruz) in una storia che viaggia su diversi piani temporali e spaziali, passato e presente, realtà e finzione, in cui il filo conduttore che muove la realtà è l’amore, ed ossessione, per il cinema.

In un crescendo di pathos che prende lo spettatore alla bocca dello stomaco sin dal principio, Almodóvar costruisce una vicenda d’amore, famiglia, tradimento, potere, colpa ed ossessione che lega il regista Harry Caine, la cui identità fino a quattordici anni prima era di Mateo Blanco, al ricco finanziere Ernesto Martel attraverso la sensuale ed affascinante figura di Lena.

In un gioco di specchi dove realtà e finzione si confondono e svelano a vicenda, Almodóvar trova la ricetta per mescolare dramma, commedia e noir d’autore in una lenta cottura d’amour fou.

Amour fou che illude lo spettatore di trovarsi fra le mani un qualcosa che improvvisamente si svela altro per quel gioco di casualità e fatalità che cuce realtà e finzione, come in quell’indimenticabile ripresa che trasforma il movimento di una bobina di pellicola in una scala a spirale.

One thought on “Gli Abbracci Spezzati

  1. Devo ammettere che superare l’ossessione provocatami da “Volver” era alquanto arduo: cinque volte al cinema e circa trenta in tutto, tra versione in lingua originale e doppiata, è un record che probabilmente sarà sempre impossibile eguagliare; nonostante ciò e nonostante lo abbia trovato un tantino lento e scontato in alcuni punti, Pedro riesce sempre a tirarmi dei bei ceffoni! Il richiamo a “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” è in assoluto una delle mie scene preferite, pratica costante nei suoi film anche quando rischia di passare del tutto inosservata… come il richiamo de “Il fiore del mio segreto” in “Volver”, non facile da individuare.
    Su Penélope che dire, io la venero anche quando recita in inglese in film da quattro soldi, quindi rischio di risultare poco obiettiva 😛
    Splendida Blanca Portillo!
    Insomma, forse devo rivederlo per capire se merita il podio tra i suoi film che preferisco, certamente non ti lascia indifferente, come del resto si conviene ad un film del maestro 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.