Her, una storia d’amore?

Her - Una poltrona per tre

Con Her Spike Jonze si è aggiudicato l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale e ancor prima di vedere il film tutti immagineranno il perché (o almeno, per me è andata così): una storia che racconta l’amore tra un essere umano piuttosto solitario e un sistema operativo non può che essere un capolavoro del dialogo. Ebbene, la curiosità era desta, un progetto del genere andava per forza visto, meglio ancora se in lingua originale per godersi l’interpretazione di un’invisibile Scarlett Johansson e di un profondissimo Joaquin Phoenix. Ma chi è Lei? Lei è un’intelligenza artificiale, il nuovo ritrovato della tecnologia in una realtà futuristica che fa da sfondo al film. Il protagonista Theodore decide di affidarsi a questo nuovo sistema operativo, scegliendo un software di sesso femminile, che gli si presenta con il nome di Samantha e che si rivela sorprendentemente efficiente, il sogno di ogni nerd che si rispetti. Ma Lei ha una personalità piuttosto spiccata, che evolve con il passare dei giorni, carpendo notizie dalla rete e dall’interazione con l’essere umano che la attiva ogni mattina.Ben presto, quella che dovrebbe essere una pura interfaccia tecnologica si trasforma in un essere vivo, in grado di provare emozioni terribilmente simili a quelle umane e Theodore rimane affascinato dalla costante presenza di una “donna” perfetta con cui dialogare a tutte le ore, con cui condividere tutto. E così lo spettatore assiste alla nascita di un rapporto d’amore incorporeo e puro, adatto a un uomo come il protagonista, separato dalla moglie, solitario e sognatore. Per uno che di mestiere inventa lettere sentimentali non ci vuole molto a cadere nella rete di Lei, a innamorarsi follemente di chi sa rispondere così bene alle sue esigenze.Spike Jonze riesce a raccontarci il senso dell’amore puro in un mondo che non sa fare a meno della tecnologia, dove gli esseri umani sono così distanti dalla realtà materiale da aggrapparsi ad ogni singolo elemento che la ricorda.E proprio questa bellezza del tangibile è ciò che manca a Samantha per essere perfetta, ragion per cui sorgono i problemi del caso: se Theodore ama qualcuno che in realtà non esiste, come può affrontare l’iter dell’innamoramento?

Il film desta non poche riflessioni ed emozioni. Per alcuni potrebbe essere la storia di un amore talmente completo da prescindere la corporeità, per altri invece la coppia Theodore-Samantha è il racconto di un’illusione, di un amore impossibile e a senso unico. Certo, la forte componente romantica porta tutti a tifare per il lieto fine, pur consapevoli che è impossibile ottenerlo. Nel mondo di Spike Jonze la tecnologia ha invaso ogni sfera esistenziale, travolgendo anche quella sentimentale e rendendola virtuale, ma con l’umanità non si scherza e, prima o poi, la vita prende il sopravvento. La tecnologia è la risposta a tutti i mali? A voi giudicarlo.

Vorrei lanciare un’ultima riflessione: se Theodore avesse scelto una voce maschile, che tipo di rapporto sarebbe nato? Se davvero Jonze voleva mostrarci l’amore allo stato puro, mi piace pensare che non sarebbe cambiato niente.

Giudizio dell'autore:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.