Il rito

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Ci sono trailer che tendono a riassumere in due minuti scarsi un film per convincerci a vederlo; ma il più delle volte vengono inseriti a raffica i momenti più salienti e alla fine si scopre come l’intera pellicola poteva essere tranquillamente riassunta in quello spazio pubblicitario.

Il più delle volte accade con i film dell’orrore, dove bisogna invogliare il pubblico a vedere un film che farà saltare sulle poltrone e rimanere inorriditi davanti a tanto sangue e terrore, ma con Il rito, uscito nelle sale a marzo 2011 il risultato è piacevolmente diverso.

Diretto da Mikael Håfström, la pellicola narra le vicende di Michael Kovak (Colin O’Donoghue) un giovane seminarista poco convinto della strada che ha intrapreso. La sua decisione di concludere gli studi, senza prendere i voti finali, lascia molto perplessi i suoi professori che lo manderanno, come soluzione finale, a Roma per un corso di due mesi sull’esorcismo. Il fine ultimo è un ritorno di fede incondizionato, che avverrà solo con l’incontro di un bizzarro e famoso esorcista, padre Lucas ( Anthony Hopkins).

Il tema del demonio e dell’occulto ha sempre avuto un suo fascino, anche per i più scettici; tratta da una storia vera, reale o fantasia che sia, questo film riesce davvero a colpire nel segno.  Il regista ha deciso di non sprecarsi in scene tipicamente splatter, come va tanto di moda oggigiorno nei film dell’orrore,  bensì ha preferito allestire una trama tipica, abile a mantenere alta la suspense per tutta la durata della pellicola. Panoramiche di una splendida Roma e l’interpretazione magistrale di Sir. Hopkins e dei suoi colleghi alimentano quest’atmosfera rendendo il film anche coinvolgente. Ma probabilmente ciò che rende piacevole e credibile questo film è la volontà di spiegare cosa sia davvero un esorcismo e come si comporta la Chiesa davanti al Demonio: svezzati con film come L’esorcista di Friedkin ci immaginiamo un rito cattolico della durata di qualche  ora, con scene macabre e al limite della realtà; qui invece ci fa capire come si studia, si affronta e si elimina il Male. Forse il finale è un po’ riduttivo e sbrigativo, ma nel complesso un buon film, che riporta in scena il vecchio stile horror eliminando ogni fronzolo di inutile ripugnanza.

One thought on “Il rito

  1. Gran bel film, con un Anthony Hopkins da brividi! Tra l’altro ricalca la vera storia di un sacerdote californiano inviato a Roma per diventare esorcista. Hopkins ha dichiarato in un’intervista su Repubblica di aver accettato la parte perchè stimolato dall’aspetto trascendentale della vicenda, rivelando che lui, che un tempo si definiva agnostico, riuscì a vincere l’alcolismo grazie ad un avvenimento, una specie di miracolo, che lo portò a credere che ci debba essere qualcosa che ci governa. A quanto pare questa specie di “illuminazione” gli avrebbe cambiato la vita. Chissà che non abbia qualcosa a che vedere col film..

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